Il dolore
Occupano due case: sgomberati
Castel del Piano, intervengono i carabinieri. Intanto in paese si tendono tappeti
CASTEL DEL PIANO. La cosa più temuta dai cittadini, l’occupazione di case private benché vuote e disabitate, si è verificata. E la gente è in allarme. Stranieri occupano a Castel del Piano due case private e vengono fatti sgombrare dai carabinieri. Si tratta di un edificio nel centro storico e di un altro in una traversa di via Domenico Santucci, la circonvallazione. La situazione era tenuta d’occhio da cittadini, istituzioni e forze dell’ordine.
Anche il sindaco Claudio Franci ne era informato e seguiva la situazione. «Una situazione – spiega Franci – che si è aggravata da quando sono arrivati nuove persone impiegate in lavori agricoli che lavorano senza avere un alloggio. Alcuni vengono assunti con la possibilità di essere alloggiati, altri non hanno dove dormire, per cui sono costretti ad arrangiarsi. Le forze dell’ordine monitoravano la situazione e dopo pochi giorni hanno fatto lo sgombero in entrambi i casi».
La gente di Castel del Piano osserva che vi sono anche altri luoghi caldi in paese e lo scrive su Facebook. «Spogliatoio del campo tennis usato come dormitorio, idem i prefabbricati ex Pasqui, abitazione nel Poggio occupata abusivamente, piazza donatori sangue auto usate come alloggi, dormitori di fortuna vicino allo stadio. Questo è il degrado, chiamato accoglienza». Ma Franci ribatte: «È vero che ci sono quattro o cinque persone che dormono in auto. Ma è anche vero che chi di dovere è intervenuto per controllare i documenti. Chi era in regola è stato lasciato in pace; chi aveva i documenti non a posto è stato allontanato. Chi lavora nei campi e nelle vigne ha contratti di 30 giorni. A fine mese la situazione dovrebbe risolversi con la partenza di questa gente».
Insomma una condizione precaria per chi arriva da migrante, ma vissuta come precaria anche dalla popolazione. Stanca nel vedere, come è successo, ad esempio, tappeti stesi nella pubblica pizza. La foto è arrivata al sindaco. «Probabilmente – dice Franci – li avevano lavati e non sapendo dove stenderli li avevano appoggiati alla spalletta di piazza Bellavista. Dopo che mi era stato segnalato, c’ho fatto un giro e i tappeti non c’erano più». (f.b.)
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