Il Tirreno

Grosseto

Afrodite K, slitta al 2017 la decisione sul ricorso

di Pierluigi Sposato
Afrodite K, slitta al 2017 la decisione sul ricorso

Ma Fregosi è soddisfatta per il cammino dello Statuto dei lavoratori autonomi «In discussione le nostre proposte per l’equiparazione del trattamento di malattia»

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GROSSETO. Il Tribunale ha rinviato - e di molto - la decisione sulla causa promossa da Afrodite K, alias Daniela Fregosi, l’imprenditrice grossetana che chiede di vedersi riconoscere la parificazione del trattamento in caso di malattia tra le partite Iva (come è lei) e i lavoratori dipendenti. Addirittura all’ottobre 2017.

«Ma non abbiamo preso del tutto male questa decisione - dice la stessa Fregosi, assistita dall’avvocata Lara Aranzulla, di Milano, con il supporto dell’associazione nazionale dei freelance Acta - Perché sappiamo che sono in discussione alla commissione lavoro del Senato le richieste contenute nella nostra petizione, ai fini dell’inserimento nello Statuto dei lavoratori autonomi. L’argomento è in movimento, c’è proprio una parte dedicata al problema della malattia. Chissà cosa potrebbe succedere da qui all’ottobre del prossimo anno...»

Ieri era in programma la discussione del ricorso, senza che fosse necessario ascoltare testimonianze: il giudice aveva fissato a ieri la data nel corso dell’udienza che si era svolta a fine ottobre. Ma nel frattempo il giudice è cambiato e al posto di Antonella Casoli c’è Marco Mezzaluna: il quale ha preso visione solo ieri dell’argomento di discussione. «Mi rendo conto che l’argomento è nuovo e che il giudice abbia bisogno di tempo per decidere. Avremmo preferito prima, già oggi, ma come dicevo prima in questi mesi potrebbe succedere qualcosa...»

Nel blog di Afrodite K, aggiornato pochi giorni fa, sono indicate le novità dello Statuto e in particolare il testo degli articoli 10 e 11: il primo riguarda la tutela della gravidanza, malattia e infortunio (vi si legge tra l’altro al comma 2: «In caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento della attività lavorativa per oltre sessanta giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi è sospeso per l’intera durata della malattia o dell'infortunio fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione»), il secondo le disposizioni in materia di tutela contro la malattia.

Nota l’associazione: «Il comma 2 dell’articolo 10 e l’articolo 11 sono esattamente due delle richieste presenti nella petizione "Diritti e tutela per i lavoratori autonomi che si ammalano" lanciata da Afrodite K a febbraio 2014 e firmata ad oggi da quasi 104.000 aderenti». Nel blog sono indicati anche gli emendamenti proposti, come anche le seconde versioni degli articoli: «Molti senatori chiedono l’equiparazione dell'indennità di malattia alla degenza ospedaliera non solo per le malattie oncologiche ma anche in caso di invalidità pari al 100% e per le malattie oncologiche alle patologie gravi visto che per i dipendenti questo già vale».

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