Il Tirreno

Grosseto

Quote rosa non rispettate, prima polemica sulla giunta Vivarelli Colonna

Gabriele Baldanzi
Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna con la sua giunta (foto Agenzia Bf)
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Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna con la sua giunta (foto Agenzia Bf)

L'opposizione di centrosinistra richiama la legge del Rio: ciascun sesso deve essere rappresentato almeno per il 40%

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GROSSETO. Prima grana per la neonata giunta di Antonfrancesco Vivarelli Colonna. La percentuale di uomini e donne non è rispettata nei termini previsti dalla legge Del Rio del 2014, che fissava, tra le altre cose, le rappresentanze di genere nelle giunte comunali.

In pratica ciascuno dei due sessi deve essere rappresentato almeno nella misura del 40%, dando così per la prima volta effettiva attuazione al principio costituzionale delle pari opportunità. Cosa significa è presto detto: che nella nuova giunta di centrodestra del Comune di Grosseto, costituita dal sindaco e nove assessori, ciascun sesso doveva essere rappresentato da almeno quattro componenti.

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Le donne, invece, sono appena tre. Gli uomini sei. Gli otto consiglieri di opposizione del centrosinistra (Lorenzo Mascagni, Marilena Del Santo, Catuscia Scoccati, Manuele Bartalucci, Rinaldo Carlicchi, Ciro Cirillo, Carlo De Martis e Marco Di Giacopo) hanno scritto una nota in cui evidenziano questo problema.

“Nell’anno in cui si festeggia il settantesimo anniversario del riconoscimento del voto alle donne, e all’indomani del varo della nuova giunta, riteniamo opportuno rammentare il rispetto della Legge Del Rio al sindaco Vivarelli Colonna che, evidentemente, è più interessato ad applicare il "manuale Cencelli" anziché le leggi dello Stato”.

A dire la verità anche in qualche altro comune è accaduta la stessa cosa. Alcuni sindaci hanno provato a interpretare la legge e, per ripristinare la legalità, sono dovuti intervenire il Tar e il Consiglio di Stato. Mascagni e gli altri giustificano questa prima mozione come “un dovere verso le elettrici, ma non solo, perché una politica declinata anche al femminile rappresenta un’occasione di straordinario arricchimento per l’intera comunità”.

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