Il dolore
Caccia, è scontro tutti contro tutti
Federcaccia attacca l’associazione che si è rivolta al Tar E annuncia controricorso sul caso delle nomine negli Atc
GROSSETO. Federcaccia annuncia carte bollate sulla «sparizione» in Toscana degli Atc, gli ambiti territoriali di caccia.
«In Toscana – scrive Federcaccia in una nota – spariscono, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, gli Atc. Una incredibile sentenza del Tar Toscana, accoglie il ricorso della Libera Caccia ritenendo che il principio di maggiore rappresentatività deve essere pur sempre contemplato con il principio del pluralismo (di cui aveva negato l’esistenza), annullando le nomine dei rappresentanti delle associazioni venatorie nel nostro Atc di Federcaccia, Arcicaccia e Enalcaccia, che rappresentano oltre l’80 per cento dei cacciatori iscritti alle associazioni venatorie nella nostra provincia. Forse era meglio pretendere due rappresentanti di Federcaccia negli Atc, visto che i numeri lo consentono: in Maremma Federcaccia rappresenta più del doppio di Libera Caccia, con Arcicaccia seconda associazione. Per questo faremo immediato appello al Consiglio di Stato».
Federcaccia affonda su Libera Caccia: «Avevamo capito bene che il problema erano le poltrone – continua la nota – come manifestato da Libera Caccia prima della approvazione della legge sulla riduzione degli Atc da 19 a 9. Libera Caccia chiese di aumentare da 10 a 20 il numero dei componenti dei Comitati degli Atc, con il solo scopo di avere garanzie per le sue poltrone, in barba alla gestione, ai numeri e alla rappresentatività».
Federcaccia carica il fucile anche contro la legge regionale sugli ungulati: «La Regione Toscana di imperio partorisce una legge obbiettivo sugli ungulati, a dir poco scellerata e criticata da tutte le categorie interessate» «creando caos e dando la possibilità ai furbetti del quartierino di speculare sulla caccia, ottenendo solo risultati che salvaguardano solo interessi di casacca».
«La tanto sbandierata caccia di selezione al cinghiale – secondo Federcaccia – non sembra essere l’arma vincente».
«In Federcaccia siamo piuttosto – continua la nota – per una versione della caccia, moderna, rispettosa delle regole e del territorio, mirata alla salvaguardia della biodiversità e vicina al mondo agricolo che deve ritrovare la fiducia nei cacciatori e nelle associazioni Venatorie. Noi di Maremma, lavoreremo per questi obiettivi, coinvolgendo il maggior numero dei cacciatori, insieme alle istituzioni e ai cacciatori organizzati, la Regione Toscana dovrà però capire che la caccia nella nostra regione non è uguale in ogni provincia».
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