Sicurezza
Tre pecore sbranate vicino a Grosseto
È successo a Piagge di Maiano. Dopo due mesi di silenzio la vicesindaca di Magliano scrive al ministro Galletti
GROSSETO. Continuano le predazioni nel Grossetano. Gli allevatori scalpitano e anche le istituzioni presentano il conto al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti.
Il 27 giugno fra le 5.15 e le 7 il predatore è entrato in azione nell’azienda di Luca Petrucci in località Piagge di Maiano, nel comune di Grosseto, a un tiro di schioppo da Istia d’Ombrone e a un pugno di chilometri dal capoluogo, praticamente sotto casa del pastore. Bilancio: una pecora uccisa, aggredita alla gola e in parte dilaniata, e due pecore disperse.
«Le abbiamo cercate – racconta Luca Petrucci – mio padre e io, ma per adesso nulla. Quella sbranata è già stata ispezionata dai veterinari Asl».
Il fatto è avvenuto poco dopo l’alba, inaspettato, dato che il gregge pascolava proprio sotto l’abitazione dell’allevatore. «È una cosa vergognosa lasciare allo sbando chi produce – dice – e poi magari importare le materie prime, quelle che produciamo noi agricoltori, dalla Cina o altrove. Nessuno ci tutela. Non basta nemmeno stare tutto il giorno con le pecore e farle pascolare sotto casa, vicino a noi».
L’allevatore aveva fatto uscire le pecore dall’ovile alle 5.15. Quando è tornato alle 7 era già successo tutto. A giudicare dai buchi alla gola delle pecore, il predaotre deve essere stato un grosso animale.
Petrucci ha l'azienda vicina a quella di Zizi, di recente gravemente danneggiata con perdite di decine di capi. «Non posso tenere cani – dice l’allevatore –. Ho sei sette branchi di pecore. Dovrei forse tenere 20 cani e più? Col rischio che aggrediscano le persone a passeggio o i ciclisti o chi porta fuori il proprio cane? Non ci penso neanche. Sono i nostri politici che devono pensare a permettere un lavoro tranquillo agli allevatori».
Un problema serissimo, insomma, al quale chi di dovere fa orecchie da mercante. Lo dice fuori dai denti la vicesindaca di Magliano Mirella Pastorelli, assessor alle predazioni, che il 4 maggio fu ricevuta dal ministro Gianluca Galletti. Galletti assicurò che era in ballo una proposta di legge sul problema. Adesso Pastorelli scrive al ministro. «Ci aveva detto che entro un mese, un mese e mezzo al massimo, ci avrebbe mandato tutte le decisioni, ma ad oggi tutto tace. I primissimi giorni di maggio ci disse che aveva messo insieme una settantina di scienziati guidati dal professor Luigi Boitani dell’università La Sapienza di Roma, fra i massimi esperti italiani della specie lupo, e che stava predisponendo una serie di azioni volte a vincere le predazioni. Il ministro ci chiariva che la sua proposta, ancora, non era completata e ci sarebbe voluto ancora un mese e mezzo, per poi passare alle Regioni e all’Ispra. Sappiamo che vi sono tempi burocratici, ma adesso sono passati due mesi e noi non abbiamo saputo più nulla. Nemmeno se il ministro, come ci aveva promesso, si sarebbe attivato per risolvere il problema canili per il quale Magliano spende 66.000 euro all’anno».
Pastorelli ha anche una domanda per il ministro. «Ultimamente – dice – per le campagne sta girando personale mandato dal ministero. Sta dicendo agli allevatori che, se accettano di prendere un cane da guardiania, avranno incentivi. Cosa c’è di vero?».
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