Sicurezza
Box auto e Chelliana Due milioni di euro ancora da riscuotere
La ditta che 20 anni avviò i lavori abbandonò i cantieri e deve al Comune un tesoretto. Ma ora fa ricorso in appello
GROSSETO. Nel caldo torrido di quest’estate ci sono 2 milioni di euro destinati a finire nelle casse comunali che attendono da anni nel congelatore di due contenziosi. Il tesoretto lo deve pagare una ditta finita in concordato a inizio anni Duemila, che si trascina un conto in sospeso col Comune. Anzi due.
Tutto inizia nel 1996 quando, sotto l’amministrazione di Alessandro Antichi, la ditta Grm Costruzioni di Roma vince l’appalto per due importanti lavori per il Comune di Grosseto: la costruzione dei parcheggi sotterranei a Campo Amiata, oggi piazza Caduti di Nassiriya, e la ristrutturazione di palazzo Mensini, ex sede della biblioteca comunale Chelliana in via Mazzini.
A seguito di alcune traversie, però, la ditta deve intraprendere la procedura di concordato preventivo e chiude i cantieri. Il Comune deve rivolgersi ad altre ditte per completare i lavori (in piazza Caduti di Nassiriya) o portarli avanti (per la Chelliana) e si ritrova con due crediti da riscuotere.
Sono 944.999,16 euro, più altri 32.219,52, più le spese legali, che nel 2011 la Grm è stata condannata dal tribunale a pagare al Comune per aver interrotto i lavori alla Chelliana.
Un altro bel gruzzolo di 1 milione e 44.748 euro il Comune lo deve riscuotere per il cantiere di piazza Nassiriya. In questo secondo caso il Comune intraprende le vie legali nel 2004. Nel 2011, però, il Tribunale di Grosseto si dichiara incompetente a giudicare e passa la palla alla mediazione arbitrale, così come prevede il contratto d’appalto. L’ultimo atto del Comune è una determina dell’ottobre 2012 che rimanda a un «successivo provvedimento» che «eventualmente» possa avviare le pratiche per il risarcimento tramite arbitrato.
Da quel momento sull’Albo del Comune non vi è più traccia della doppia vicenda. Fino allo scorso 21 giugno, quando il dirigente del servizio Affari legali del Comune firma la determina per dare incarico all’avvocato fiorentino Francesco Massimo Pozzi di rappresentare il Comune nel giudizio d’appello alla sentenza che la obbligava a pagare un milione per i lavori interrotti alla Chelliana. In primo grado l’ente era rappresentato dall’avvocato Giuseppe Faccendi.
Nel frattempo, infatti, per la vicenda Chelliana la Grm costruzioni ha fatto appello. Il Comune si sta dunque attrezzando per il nuovo round in tribunale, con la speranza che in secondo grado venga confermata la sentenza e che, almeno un milione di euro, possa finalmente andare a rinverdire le casse pubbliche.
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