Il dolore
Sbanda in curva, muore contro un leccio
Perde la vita Giampaolo Censini, 69 anni, ex autista della Provincia. Al volante la moglie, ricoverata in Rianimazione
SCANSANO. Nessuna traccia di frenata, nessun’altra auto coinvolta. In una strada tanto bella quanto tortuosa, tutta punteggiata di curve e dossi, verso le 12 di ieri una vecchia Fiat Punto grigia, arrivata all’altezza di una curva, taglia la strada e finisce la sua corsa contro un albero.
Non c’è scampo per il grossetano Giampaolo Censini, 69 anni, ex autista della Provincia che muore sul colpo mentre la moglie Maria Grazia Duranti, 68 anni e alla guida dell’auto, viene ricoverata a Siena in condizioni gravi. Splendidi filari di viti, lecci e una fitta vegetazione fanno da contorno a questa tragedia successa sulla strada provinciale 159 scansanese - a circa 12 chilometri da Grosseto tra il bivio di Arcille e Preselle - e di cui non sono note le cause.
La coppia, marito e moglie, abita a Grosseto in via Repubblica Dominicana. È tarda mattina quando con l’auto si mette in marcia per tornare dalla zona di Scansano verso Grosseto lungo una strada che non è nuova a simili tragedie. Anche l’anno scorso - ricorda un abitante rimasto in coda sulla 159 dopo l’incidente - «laggiù perse la vita un motociclista» (indica). All’altezza del chilometro 57 ecco dunque l’auto uscire di strada praticamente ignorando una curva strettissima e tagliando la strada come fosse un rettilineo. Finisce dritta contro un albero con uno schianto violento: guidatore e passeggero sfondano con la testa il parabrezza e il veicolo - alla fine - resta incastonato tra due lecci pendendo in bilico verso il terreno sottostante in una posizione innaturale, sullo sfondo di una natura verde e rigogliosa. Il colpo uccide Censini mentre sua moglie, al volante, riporta ferite gravi in più parti del corpo. Si precipita un’ambulanza, si alza in volo anche Pegaso che carica la donna e la porta al Pronto Soccorso di Siena dov’è ricoverata in prognosi riservata.
È in rianimazione, sedata in coma farmacologico. Ha riportato la frattura del baccino e altre fratture. Aspetta di essere operata. I vigili del fuoco e i carabinieri lavorano fitti per le varie operazioni: rilievi, messa in sicurezza, circolazione. I soccorritori hanno l’autorizzazione per estrarre il cadavere dal posto a lato della guida e lo adagiano sul terreno lì sotto coprendolo pietosamente con un telo. All’arrivo del carro funebre, intorno alle 13,30, il corpo è caricato in una bara e trasportato all’obitorio. Alle 13,40 arriva anche il carroattrezzi che disincastra il veicolo dai due lecci e lo porta via.
Giampaolo Censini era nato nel 1947 a Grosseto, la moglie un anno prima a Civitella Paganico. Entrambi in pensione, lei era impiegata mentre lui è stato a lungo un autista della Provincia. Hanno un figlio, Massimiliano, che è padre di un bambino piccolo.
«Giampaolo faceva il nonno, era una persona perbene», dicono i vicini di casa increduli raccontando come - tra le altre cose - facesse anche il volontario al cimitero della Misericordia. Era nell’associazione dei vigili volontari di Grosseto, ci si dedicava con passione. Come autista era in pensione da molti anni ma in Provincia lo ricordano ancora tutti con affetto. «Ha fatto l’autista per palazzo Aldobrandeschi - dice il presidente Emilio Bonifazi - poi è andato in pensione, molti anni fa». Il figlio Massimiliano, anche lui ha fatto l’autista mentre oggi è messo notificatore. Una famiglia molto conosciuta nell’ambito dell’ente pubblico. «A nome di tutta la Provincia - dice il presidente Bonifazi - esprimo il mio cordoglio a questa famiglia».
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