Toscana
Ecco il cervone di Pereti, il "serpentone" da salvaguardare
Roccastrada, l'esperto: "È un esemplare splendido, non va assolutamente cacciato o peggio ucciso"
ROCCATEDERIGHI. Il cervone è il più lungo serpente italiano (arriva a 2,5 metri) e in Maremma si chiama anche vaccaio o pocciavacche. È sempre più raro e di difficile avvistamento. L’esemplare nelle foto ha trovato ospitalità da tempo tra le fondamenta di una casetta di Pereti, a Roccatederighi (Roccastrada). I proprietari lo avvistano spesso e nel tempo sono stati testimoni della sua crescita.
Ora misura oltre due metri e di recente, in occasione di una merenda che ha accompagnato la partita dell’Italia con il Belgio, il vaccaio si è mostrato in tutta la sua magnificenza. È massiccio, con un notevole diametro. Nel momento in cui è stato immortalato aveva da poco mangiato un roditore. Si fa perfino toccare, accarezzare, quando digerisce le sue prede.
«Il nome scientifico – conferma Giampiero Sammuri, faunista con una lunga esperienza da amministratore nei parchi – è “cervone elaphe quatorlineata”, perché ha quattro linee più scure e ben visibili sulla parte superiore. È un serpente costrittore, del tutto innocuo. Si nutre di uova, roditori e uccelletti, che soffoca. L’esemplare fotografato è davvero molto bello e di dimensioni ragguardevoli».Più o meno lo stesso commento arriva da Andrea Sforzi, direttore scientifico del Museo di Storia naturale della Maremma: «È uno splendido cervone, totalmente innocuo. Non va assolutamente cacciato o peggio ucciso». E infatti il serpente è salvaguardato. L’appuntamento con il cervone ora è alla prossima partita della Nazionale. «Quando il serpente si è mostrato – raccontano i presenti – l’Italia ha sempre vinto». Vediamo domani sera.
Gabriele Baldanzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
