Sicurezza
Apre El Paso e va a tutto mex
Marco Scorza, 41 anni, patron dello Shannon inaugura un ristorante messicano e tex grill
GROSSETO. Avete in mente il Tijuana di Firenze, ovvero la Mecca per chi ama la cucina di Speedy Gonzales? Anche Grosseto adesso ha un ristorante messicano – El Paso di viale Matteotti 15 – che si ispira ai successi e ai traguardi di quello fiorentino. Lo ha aperto giovedì Marco Scorza, 41 anni, patron dello storico risto-pub Shannon di via Fucini (che a settembre passerà di mano). È insomma uno che si è sempre mosso tra accoglienza e ristorazione, Marco. Uno che ci sa fare e che non improvvisa: per mettere su il suo tex & mex ha preso il suo giovane collaboratore – Luca Bacci, 33 anni, professione cuoco – e insieme si sono trasferiti per tre mesi. A Roma. Da Diana Beltrán, nata ad Acapulco, chef e proprietaria de La Cucaracha, uno dei pochi ristoranti messicani della capitale-punto di riferimento nel Belpaese per gli estimatori della cucina azteca, nonché autrice del libro “Messico”, ovvero 100 ricette messicane doc.
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El Paso, via Matteotti. Entri, ti guardi intorno e in ogni angolo c’è un dettaglio che ricorda il Messico: sombrero, poncho, chitarra. Senza esagerare, però. «El Paso è un ristorante, non un pub – dice Scorza – Così ha già la sua identità». Ma il punto di forza del nuovo mexican restaurant grossetano è il menu.
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Ce n’è per tutti i gusti. Prima chance: le carni locali cucinate alla messicana. Quali? Filetto, controfiletto, tagliata di manzo, rosticciana ... Sono le carni di Luca Pellegrini, macellaio di via Liri nonché allevatore. Seconda chance, gli american hamburger, ma con pane fresco del fornaio, e in doppia variante: con le carni locali oppure a base di quelle messicane, «congelate ma di taglio e di ottima scelta» dice il patron di El Paso; e quindi angus e bisonte per fare due esempi. E non solo. Continuiamo a leggere il menu. Ci sono i platos fuerte: chili con carne, la cochinita pibil – ricetta storica slow-roasted dello Yucatan – e i gamberoni alla messicana. Ci sono i tacos e burritos – e come potevano mancare – e qui si entra nella tradizione messicana per antonomasia, prodotti dei quali Scorza garantisce la provenienza from Mechico. E poi, ancora, c’è il comparto churrascaria con il piatto per gourmet: la spada churrasco, ovvero una (anche) scenografica antologia di tagli nobili di carne, con salse tipiche, pomodori, e patatine fritte. Ultimo capitolo, i dolci: da quelli tipici della cucina Madrilena, al flan de vanilla, tipico dolce messicano, al cheesecake preparato nel rispetto della tradizione culinaria a stelle e strisce.
Per chi fosse interessato: il cocktail di benvenuto è sempre offerto dalla casa: sangria, margarita oppure frozen alla frutta (per chi non beve alcol). Insomma, da provare.
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