Sicurezza
Angelini passa alla Lega «Nessuna acredine»
All’indomani del voto il consigliere di Fratelli d’Italia lascia il suo partito «Compito esaurito ma non faremo mancare l’appoggio a Rossi, finché lo chiede»
GROSSETO. Pier Francesco Angelini passa alla Lega nord, accolto «a braccia aperte» dice Mario Lolini, e lascia Fratelli d’Italia all’indomani del voto, ma è tutto normale, solo la naturale ricerca di nuovi stimoli. O almeno così la spiega il consigliere comunale. Angelini, dopo essersi sentito dare del voltagabbana e aver incassato anche la richiesta di dimissioni da parte del coordinatore provinciale di Fdi, prossimo assessore e consigliere comunale più votato in assoluto, Fabrizio Rossi, ha deciso di incontrare la stampa per un chiarimento.
«Ho visto – ha detto – che è stato fatto il mio nome, giustamente, e ormai penso che sia chiaro che sto annunciando il mio passaggio nel gruppo della Lega, un passaggio che sarà formalizzato nel primo consiglio comunale. Ma voglio precisare che si tratta di una scelta che non dipende da dissapori nei confronti del mio precedente partito. È una scelta personale che deriva da un fatto che dalla nascita di Fdi, che è stata una delle mie più belle storie, con un partito che dal 2 arriva al 7 per cento, adesso è un po’ come se qui avessi esaurito il mio compito. Tra l’altro già da tempo io continuavo non solo a lavorare con Fdi, ma ad avere un rapporto, anche umano, con coloro che sono diventati il gruppo della Lega, e visto che la Lega incarna quello spirito di novità che nel 2013 aveva caratterizzato Fdi, la cosa mi ha accattivato».
D’altra parte, aggiunge il consigliere, «resto nell’asse politico nazionale Meloni-Salvini e non lascio scoperto un partito che avrà un importante esponente che entrerà in giunta. Allo stesso tempo sono contento di entrare, in punta dei piedi, in un movimento in cui porto la mia esperienza e la mia combattività: ora si tratta di governare, significa dare una mano a chiunque tra gli assessori abbia bisogno».
Insomma, tutto tranquillo, tutto normale, per Angelini che sottolinea anche che non ritiene opportuno e necessario dimettersi. «Ho parlato con tutto il mio elettorato – spiega – e non è il fatto di sedere in un banco più in là che cambierà il mio modo di essere. Per me è tutto chiarito. Non c’è stata e non dovrà esserci acredine col partito da cui provengo».
Possibile che su questa decisione di Pier Francesco Angelini non abbia pesato, come dicono i rumors, la conduzione accentrata del partito da parte di Fabrizio Rossi e il fatto che abbia costruito una lista è fatto una campagna elettorale tutta mirata su di sé? Angelini smentisce formalmente le voci, ma afferma anche che «quando ho accettato di competere sapevo queste cose e ho spostato apposta la mia sede elettorale, ho lasciato campo libero per non dare fastidio, e comunque ho portato preferenze con cui sarei stato eletto in ciascuna lista della coalizione vincente».
Sta di fatto che con Angelini la Lega sale a quota 6 consiglieri, ma soprattutto Fdi scende a tre e si indebolisce, di fatto, la posizione del futuro assessore Rossi che non ha più un gruppo consiliare che possa influire in modo determinante a formare la maggioranza. «Non faremo mai mancare a Rossi il nostro sostegno – è la risposta di Angelini – finché ce lo chiederà». Insomma, come dire: «Ha corso per sé, ora ha bisogno di noi».
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