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MONTE ARGENTARIO. Attendono da 30 anni un’istanza di condono: il Tar ordina al Comune di adottare l’atto conclusivo del procedimento.
Il Tribunale amministrativo della Toscana si è espresso in merito alla richiesta presentata da due cittadini riguardo la dichiarazione di illegittimità del silenzio del Comune sull’istanza di sanatoria presentata dai ricorrenti il 1° aprile del 1986.
E riguardo alla successiva diffida del 7 dicembre 2015 per l’accertamento dell’obbligo dell’ente argentarino ad espletare le pratiche, tramite l’adozione di un provvedimento. Con il ricorso presentato, dunque, è stata richiesta dai due cittadini al tribunale una condanna per il Comune di Monte Argentario a pronunciarsi sull’istanza di condono presentata 30 anni fa, per la quale è ancora attesa una risposta.
Nel costituirsi in giudizio l’amministrazione ha evidenziato la complessità della vicenda, che sarebbe stata interessata da numerosi passaggi burocratici riguardanti la compatibilità paesaggistica degli abusi oggetto della domanda di condono. L’ente ha però ammesso di non aver ancora provveduto alla sua definizione. Per questo, dunque, il Tribunale amministrativo della regione Toscana ordina al Comune di Monte Argentario di pronunciarsi in maniera definitiva sull’istanza di condono, entro e non oltre 30 giorni dalla comunicazione del responso e dividendo le spese processuali tra le parti in causa.
Una volta che la sentenza sarà notificata all’ente comunale, successivamente l’ufficio di edilizia privata si occuperà di esaminare la domanda di condono, decidendo se rilasciare o meno l’atto. Al momento, comunque, risultano presenti circa 3500 pratiche in sospeso e, quindi, non ancora definite e portate a termine. Queste risalgono per lo più al 1985 e, per una piccola parte, anche al 1994. Inizialmente, comunque, erano circa 14mila, di cui oltre 10mila già espletate nel corso degli anni dall’ufficio di edilizia privata. Questo perché spesso i cittadini, al momento di effettuare la domanda di condono, non presentano le integrazioni richieste dal Comune. Le domande di condono in stand by sono, quindi, quelle in cui i cittadini non hanno risposto alle lettere inviate dal Comune con la richiesta dei documenti necessari per esaminarle. Basti pensare che il Comune di Monte Argentario deve affrontare una media di 400 cause all’anno per l’edilizia privata, tra le quali molte di queste riguardanti presunti abusi edilizi rilevati sul promontorio.
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