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Bufera sulla nuova scuola Scende in campo Bizzarri

Bufera sulla nuova scuola Scende in campo Bizzarri

SCARLINO. Non ha saputo resistere alla voglia di rispondere alle accuse: anche perché è stato lui il sindaco che ha dato il via ai lavori. «Come ex sindaco – interviene Maurizio Bizzarri – e...

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SCARLINO. Non ha saputo resistere alla voglia di rispondere alle accuse: anche perché è stato lui il sindaco che ha dato il via ai lavori. «Come ex sindaco – interviene Maurizio Bizzarri – e componente della segreteria comunale del Pd, mi sento un po’ responsabile delle scelte legate all’ubicazione della nuova scuola di Scarlino Scalo».

Bizzarri entra nella polemica sul nuovo plesso scolastico scatenata dall’associazione Pro Loco che denuncia l’abbandono dei servizi essenziali (come l’istruzione) dal centro cittadino. L’ex sindaco interviene nella discussione per ripercorrere i passi che hanno portato alla decisione, ma anche per rispondere all’associazione che ha attaccato direttamente l’assessore Francesca Mencuccini, definendola «estranea alla cultura politica» oltreché «senza una storia di appartenenza».

«Mencuccini è una nuova giovane amministratrice – dice Bizzarri – che si è conquistata il ruolo a suon di preferenze, è un ottimo dirigente alla Coop, dove lavora e in questi due anni ha dimostrato sul campo come si può imparare presto e bene a fare politica e ad amministrare, anche in momenti difficili».

Bizzarri dunque ripercorre la storia del progetto della nuova scuola, venuto fuori come proposta già al tempo dell’amministrazione di Alduvinca Meozzi, quindi oltre dieci anni fa. «Era necessario decidere e stroncare il logorante dibattito che ne conseguiva senza portare a niente di concreto – dice – Durante la mia amministrazione, lo stallo è finito, grazie al lavoro della giunta, della maggioranza e dell’amato assessore Enio Zanaboni: infatti fu deciso il sito migliore e furono trovati cospicui finanziamenti da parte della Regione per costruire l’opera».

La decisione poi di realizzare il plesso allo Scalo, spiega Bizzarri «fu il risultato di una serie di fattori: il costo minore di costruzione rispetto a un ipotetico plesso in collina, la facilità di inserimento nello strumento urbanistico, la migliore viabilità, circolazione e gli ampi spazi che la circondano, il numero maggiore di studenti della frazione più grande del Comune, che ci avrebbe consentito ingenti risparmi nel costo dei trasporti».

Non solo: «Ritenemmo – aggiunge – anche che costruire una scuola all’interno di un centro abitato anziché in aperta campagna o ai piedi del Paese avrebbe reso la scuola stessa più sicura da eventuali vandali, bulli o pedofili».

Ecco quindi come nacque l’idea di costruire la nuova scuola allo Scalo. «L’attuale giunta – conclude Bizzarri – saprà decidere e programmare come, quando e chi saranno i fruitori del nuovo plesso. È ottima l’idea di un sondaggio fra i cittadini come ha annunciato il sindaco, per condividere il più possibile e scegliere il meglio».

Alfredo Faetti

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