Toscana
Addio a Marretti, l’uomo che ha fatto camminare Magliano
Storico calzolaio, cacciatore ed ex assessore, aveva 78 anni. Ha cucito scarpe per tutti in paese e ha lavorato fino alla fine
MAGLIANO. Si è spento Mario Marretti, l’uomo che ha fatto camminare Magliano in Toscana. Se n’è andato nel silenzio della notte fra il 23 e il 24 giugno. Con lui, stroncato da un malore nel sonno alle 3.15 del mattino, se ne va un pezzo del borgo maremmano, un uomo che, nel vero senso della parola, ha fatto la storia di Magliano.
Mario ha lavorato fino a poche ore dalla sua morte. Il suo negozio è in via Garibaldi, nel centro del paese. Mario era nato il 28 marzo del 1938. Da piccolo il padre lo aveva mandato a imparare un mestiere, quello del calzolaio. Una professione che gli era entrata nel sangue e che ha svolto fino alla fine con la stessa passione e professionalità che aveva quando iniziò la sua arte di ciabattino.
Mario era lo zio di Enry Marretti, assessore comunale. «Con lui se ne va una parte di Magliano – dice commosso il nipote –. Era un personaggio nel senso migliore del termine. Un uomo buono, simpatico, disponibile con tutti».
Magliano ieri era a lutto. Il sorriso di Mario, la sua porta sempre aperta mancheranno a tutti. Marretti non era solo il calzolaio. Era stato un uomo molto attivo nella vita sociale, nello sport. Fra le sue passioni la caccia e la musica. Nel suo negozio oltre a riparare le scarpe si parlava di caccia. Era anche stato presidente della Federcaccia di Magliano. La sua passione per l’arte venatoria lo aveva portato anche a ricoprire il ruolo di assessore alla caccia e alla pesca, lo stesso che ora ricopre suo nipote Enry.
Oltre a imbracciare il fucile, suonava il clarinetto nella banda del paese. Lo ha suonato per tantissimi anni, da quando era ancora un bambino fino a otto anni fa. Tante passioni, tanti interessi coltivati per anni. Un unico vero grande amore: la sua professione.
Mario Marretti ha fatto scarpe per tutti. Le ha realizzate a mano per i maglianesi e per chi veniva appositamente da fuori per farsele confezionare. Le sue scarpe hanno fatto il giro del mondo. «Non c’è un maglianese che non ha calzato un paio di scarpe fatte da mio zio – dice l’assessore Marretti – le cuciva su commissione, le riparava con attenzione e amore. Nel suo negozio c’era un continuo via vai di gente che veniva a chiedere una cucitura, un paio di stringhe, a rifare un tacco. Mario era pronto a tutto e spesso le piccole cose le faceva senza volere nulla. Quando i cacciatori venivano a cacciare nelle tenute, spesso andavano nella sua attività a farsi cucire scarpe da caccia».
Giovedì sera ha chiuso il negozio e, piano piano, col fisico segnato da qualche acciacco dovuto all’età, poi la passeggiata verso casa, la cena col figlio. La moglie è morta circa due anni fa. Mario il pessimista, quello che andava a funghi e diceva «tanto non li troverò», «ecco, c’è una nuvola, di sicuro pioverà». Era un amico di tutti, ma di uno in particolare. «Mio zio e Mario Milaneschi – dice il nipote – tutti i giorni si mettevano seduti su due seggioline a parlare, all’ombra, e parlavano per ore. Quando sono andato a mettere il cartello della chiusura per lutto il suo amico Mario era lì, su quella stessa seggiolina a piangere la scomparsa dell’amico di una vita». A Enry e alla sua famiglia le condoglianze dell’amministrazione e del sindaco Diego Cinelli. I funerali si svolgeranno stamani alle 9.30 a Magliano. Ad accompagnare Mario la banda del paese.
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