La manifestazione
Mabro, dubbi sulla cassa integrazione
Una delegazione di rappresentanti dei lavoratori parteciperà all’incontro di lunedì al Ministero
GROSSETO. Le rassicurazioni del commissario Paolo Coscione non sono bastate ai lavoratori della ex Mabro, soprattutto sul fronte della cassa integrazione. Il commissario aveva spiegato un paio di giorni fa che il rinnovo sarebbe stato automatico, in regime di “prorogatio”, ma al ministero dello Sviluppo economico non è stata ancora depositata alcuna richiesta. «A questo punto abbiamo deciso di vederci chiaro - dice Nadia Perino - e lunedì anche noi saremo a Roma per capire cosa stia davvero succedendo». La questione è delicata: la società sta passando di mano e il commissario ancora non ha sciolto il nodo dell’assegnazione. In lizza ci sono tre diversi gruppi imprenditoriali ai quali il commissario Coscione ha richiesto ulteriori garanzie economiche.
Lunedì al tavolo del Mise, oltre al commissario ci saranno anche i rappresentanti dei lavoratori. «Abbiamo chiesto anche alla Cisl e alla Uil di venire con noi - dice Nadia Perino - in modo tale da avere un confronto serio con il commissario e capire bene a che punto sia la nostra vertenza». Chiarimenti che dovranno riguardare anche la faccenda cassa integrazione che scade appunto il 30 giugno. I lavoratori sanno che l’ammortizzatore sociale potrà essere rinnovato sia in caso di assegnazione della società Abbigliamento Grosseto, sia in caso di fallimento. Ipotesi, quest’ultima, che fino a oggi è stata scongiurata.
I tre possibili acquirenti sono quindi sotto la lente di ingrandimento del commissario della Prodi bis che presto potrebbe scegliere chi si aggiudicherà l’azienda.
Difficilmente lunedì a Roma ci sarà la firma che conta, ma i lavoratori potranno comunque ricevere rassicurazioni sul loro futuro direttamente dalla bocca del commissario Paolo Coscione.
Francesca Gori
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