Attenzione
Entrano nei box di notte e rubano cani da caccia
Giallo nella campagna di Manciano: il proprietario ha trovato la rete tagliata mentre un amico è riuscito a recuperare il suo segugio nei dintorni
MANCIANO. Quando ieri mattina, di buon’ora, è andato a dare loro da mangiare, non ha sentito abbaiare e ha capito subito che qualcosa non andava. La rete tagliata ha fatto cadere anche l’ultima speranza: nei box all’interno del recinto c’erano solo i cuccioli e un cane più anziano. Nessuna traccia delle tre cagne da caccia. È stato un bruttissimo risveglio quello della famiglia Alberti di Manciano.
Tre cani da caccia, tre segugi femmine, abilissime – a detta dei proprietari – nella caccia al cinghiale, sono scomparse dai loro box in località Sorbello, nella campagna sotto Manciano. E il loro non è stato l’unico caso. Nella stessa notte, tra mercoledì e giovedì, sempre a Manciano, anche un altro cacciatore ha subito un tentativo di furto. Anche lui ha trovato la rete tagliata, ma il cane è stato fortunatamente ritrovato nei dintorni.
Il signor Aldo Alberti, proprietario delle tre cagne, se n’è accorto ieri mattina alle 6.30 quando è andato a dare loro da mangiare. Ha trovato solo due cuccioli e un cane più grande. Le bellissime cagne invece erano sparite.
«Sono cani di circa tre anni – spiegano la figlia Francesca e suo marito Luca, anche lui cacciatore – sono superesperte e di un certo valore. Economicamente non sapremmo dire, ma sono ben conosciute nella zona come esemplari che trovano bene gli animali».
I tre cani sono microchippati e assicurati. Ma non solo. «Dalle loro cicatrici, riportate nella caccia al cinghiale, io le saprei riconoscere», spiega Luca.
Insomma, tra la tracciabilità garantita dal microchip e l’aspetto, è difficile che i cani possano essere rimessi sul mercato in zona. «Speriamo di poter bloccare la partenza», aggiunge Luca.
Il timore dei proprietari, a questo punto, non è solo quello di non riuscire più a trovare i loro animali. Due furti di cani da caccia nella stessa notte fanno temere che possa esserci un “piano” di furti mirato a colpire questi animali e i cacciatori.
«Per allevare un cane da caccia ci vuole almeno un anno e mezzo – dice Luca – e mio suocero è un canaio; li addestra da solo. I cuccioli si prendono a 90 giorni e l’addestramento è lungo. Devono imparare ad abbaiare da fermi, a trovare l’animale, ad abituarsi al rumore dello sparo. Se iniziano a sparire i cani validi, qui per noi cacciatori diventa difficile, per due o tre anni, fare la cacciata al cinghiale».
La famiglia Alberti ha presentato denuncia ai carabinieri.
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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