Sicurezza
Travolte dal fiume: chiesto il giudizio
Marisa e Graziella Carletti morirono durante l’alluvione, per la Procura la responsabilità è del sindaco e del tecnico
MANCIANO. Marisa e Graziella Carletti erano in auto. Stavano tornando a casa, dopo essere state a trovare la madre quando furono travolte dalle acque del torrente Sgrilla.
Era il 14 ottobre 2014, le due donne viaggiavano lungo la strada regionale 74 nella zona di Guinzoni, a Marsiliana.
Ora, per quelle due morti, il sostituto procuratore Maria Navarro ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco Marco Galli e di Furio Laghi (difesi dall’avvocato Marco Calò), referente del Comune di Manciano per la Protezione Civile al giudice per le indagini preliminari. Perché quelle due morti, secondo la Procura, potevano essere evitate. Le due sorelle morirono affogate e i loro corpi furono trovati soltanto dopo qualche ora.
Secondo la Procura, sono otto le omissioni che possono essere contestate al sindaco e al dirigente: non sarebbero state garantite le condizioni necessarie affinché il personale del Comune che operava per la Protezione civile fosse sempre raggiungibile anche telefonicamente in caso di necessità. Quel giorno, l’emergenza era in atto e i dipendenti della protezione civile avrebbero dovuto essere raggiungibili, sia al telefono, sia in altro modo.
La seconda omissione riguarderebbe la pianificazione dei rischi presenti sul territorio comunale, aggiornando il Piano intercomunale di protezione civile, con il quale viene definito il quadro dei rischi presenti sul territorio, inserendoci appunto anche la strada regionale 74. Non sarebbe inoltre stato fatto il censimento dei punti critici del territorio comunale e non sarebbe stato classificato formalmente come punto critico proprio quel tratto di strada nonostante che il PAI nel 2001 avesse rilevato come tale tratto fosse esposto ad alluvione ed avesse prescritto un adeguamento planoaltimetrico della stessa strada sia in località Sgrilla che Sgrillozzo. Anche il Comune di Manciano aveva incluso tale zona tra le aree di pericolosità idraulica elevata e già nel 2012 la valle dello Sgrilla era stata interessata da un evento alluvionale intenso da chiedere interventi di somma urgenza. Il 13 ottobre, il giorno prima della tragedia, era poi arrivata l'allerta meteo che segnalava “criticità moderata”, ma l’amministrazione comunale non aveva attivato un presidio territoriale nella zona della strada regionale 74.
Tra le omissioni contestate dalla Procura ci sono anche quella che riguarda la procedura per la fase di attenzione del piano di protezione civile e, omissione imputabile a Laghi, quella di richiedere al sindaco galli di attivare il centro operativo comunale consigliando la relativa configurazione opportuna per la gestione dell'evento nonostante appunto l'allerta meteo.
Su queste ipotesi di reato, il giudice per l’udienza preliminare deciderà il 29 settembre.
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