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Casette dell’acqua, il Comune è al lavoro

Casette dell’acqua, il Comune è al lavoro

FOLLONICA. «Sulle Case dell’acqua stiamo lavorando da tempo». L’installazione di nuovi distributori di acqua potabile non è argomento nuovo per la giunta Benini. L’assessore Mirjam Giorgieri, con...

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FOLLONICA. «Sulle Case dell’acqua stiamo lavorando da tempo». L’installazione di nuovi distributori di acqua potabile non è argomento nuovo per la giunta Benini. L’assessore Mirjam Giorgieri, con delega all’ambiente, ci tiene infatti a sottolineare che già da inizio anno gli uffici stanno lavorando per far sì che anche a Follonica siano presenti le Case dell’acqua.

Questo in risposta alla mozione sulla questione protocollata da Fratelli d’Italia nei giorni scorsi.

«A gennaio abbiamo chiesto un finanziamento ad Acquedotto del Fiora proprio per installare dei distributori di questo tipo – spiega l’esponente di governo della giunta Benini –. Il finanziamento ci è stato accordato ma la cifra non avrebbe coperto le spese che servono per una tale progetto, quindi abbiamo pensato di organizzarci diversamente. Stiamo infatti preparando un bando dove si prevede che il fornitore delle Case dell’acqua dia le stesse in comodato gratuito al Comune».

In cambio, spiega ancora l’assessore all’ambiente del Comune di Follonica, «è prevista l’esenzione da spese come suolo pubblico, energia e acqua appunto. In più verrà data al fornitore la possibilità di vendere spazi pubblicitari presenti negli erogatori».

Una Casa dell’acqua costa a partire dai 15.000 euro in su. «La nostra idea – aggiunge l’assessore Giorgieri – è quella di andare ad installarne non una ma diverse: il piano prevede che le stesse infatti vadano a sostituire le fontanelle presenti in vari punti della città e una sia messa al Parco centrale».

Il bando quindi sarebbe un modo meno impattante per portare a Follonica gli erogatori senza influire sul bilancio comunale: non solo, ciò comporta poi che non siano messe in preventivo spese per la manutenzione.

«Andare a sostituire le fontanelle con questo impianto andrebbe anche a diminuire l'uso non corretto che spesso viene fatto dell'acqua pubblica – conclude Giorgieri –. Non ci sarà più la possibilità di lavarsi o di riempire i serbatoi dei camper, perché le Case dell’acqua funzionano a tempo e non si prestano a tali azioni scorrette». (p.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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