La manifestazione
Scuola di marketing per la Mabro
Tre offerte ancora sul piatto: il commissario ministeriale chiede garanzie per il futuro della società
GROSSETO. La buona notizia per i lavoratori della Mabro è che in piedi ci sono ancora tre trattative per l’assegnazione dell’azienda. E che le offerte fatte dai gruppi di imprenditori (due italiani e uno cinese), sono solide. La brutta notizia invece potrebbe essere quella che riguarda l’incontro al ministero dello Sviluppo economico lunedì con i rappresentanti sindacali: difficilmente, per quella data, ci sarà già la firma dal notaio per l’acquisizione di Abbigliamento Grosseto. In mezzo, ancora “il corvo” che proprio ieri si è fatto sentire di nuovo con un sms inviato a un cellulare in uso alla nostra redazione: «secret. e ora con cambiamento arriverà ulteriori verità MABRO... e saranno dolori... con onestà-Realtà-VeritàOrbam... ovvero Mabro ma senza segreti in codice».
Messaggi che mettono in allarme i lavoratori ma che non preoccupano invece il commissario ministeriale che ieri ha avuto due appuntamenti, uno a Milano e l’altro in Toscana. «Chi continua ad avvelenare il clima in questo modo - dice Paolo Coscione - non si rende conto di fare soltanto un danno ai lavoratori che stanno aspettando la conclusione di una vertenza difficile e lunga».
La parola fine ancora non è stata messa su questa vicenda e difficilmente verrà fatto lunedì al ministero. Ieri, su Facebook, alcuni rappresentanti dei lavoratori hanno chiamato a raccolta le maestranze della Mabro: «A tutte le vestaglie azzurre - si legge sulla bacheca di Nadia Perino - se per il 27 non vi è certezza della presenza del nuovo imprenditore al tavolo ministeriale, dovremmo recarci tutte insieme al ministero. Ora basta! Questo silenzio è durato anche troppo». La pazienza, portata per mesi e mesi da parte dei lavoratori è vicina a finire. «Non devono temere - dice il commissario - la loro preoccupazione sulla scadenza della cassa integrazione al 30 giugno è legittima ma è già stata prorogata. Da quel punto di vista possono stare tranquilli anche se capisco che questa attesa sia snervante. Ma è chiaro anche che con il ministero stiamo davvero valutando l’offerta migliore e vogliamo garanzie». Garanzie che ci sono in tutti i piani industriali presentati ma che devono essere supportati da una solidità economica dimostrabile in ogni sede. «Insomma - aggiunge Coscione - servono i soldi e serve ovviamente che i posti di lavori siano garantiti anche alla scadenza dei primi due anni di lavoro. Non voglio mettere quest’azienda nelle mani di imprenditori che non danno queste garanzie». Le tre offerte arrivate sono tutte solide.
Due di tipo tradizionale, una un po’ più innovativa: a Grosseto, oltre a tornare a cucire, sarebbe inaugurata una scuola di alta formazione per i lavoratori che dovranno seguire i mercati esteri. La città si candiderebbe così a diventare un polo d’eccellenza per l’alta sartoria sì, ma anche per il marketing internazionale. «Le offerte sono valide, tutte - aggiunge Coscione - La Mabro verrà assegnata solo a chi ci darà sicurezze e garanzie per la continuità del lavoro e quindi sull’occupazione dei dipendenti».
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