Italia
Maxi mobilitazione per salvare un daino ma l’animale muore
Talamone, la bestiola liberata dagli scogli aveva gravi ferite I soccorsi sono durati ore, la sua storia ha commosso tutti
TALAMONE. Non ce l’ha fatta a salvarsi la femmina di daino che ieri era rimasta incastrata fra gli scogli del frangiflutti del porto di Talamone. Un intero team di soccorritori – la guardia costiera, i vigili del fuoco la guardia del parco della Maremma – ha fatto di tutto per salvarla, ma purtroppo è andata male.
L’animale era finito in un crepaccio. Non si sa bene come e perché: forse per scappare a un cane; forse perché si era allontanata troppo dai boschi vicini al borgo, senza riuscire quindi a farvi ritorno; o forse era rimasta frastornata dalle auto e dai rumori a cui non era abituata vivendo nella quiete della macchia del vicino parco della Maremma.
Testimoni, già verso le quattro del mattino, avevano sentito dei lamenti provenire da quella zona. Ad accorgersi dell’animale in difficoltà poi è stato in effetti un pescatore che ha dato l ’allarme. I soccorsi sono iniziati immediatamente.
A Talamone sono intervenuti la guardia costiera, i vigili del fuoco e la guardia del parco della Maremma. Da subito il team di esperti ha capito che le operazioni sarebbero state lunghe e complicate.
Il daino era molto agitato per la paura e si divincolava rendendo difficile la presa. Dopo alcuni tentativi per cercare di estrarre l’animale sono stati fatti intervenire dei veterinari. I medici hanno ritenuto opportuno sedare la bestia per evitare che – nei tentativi di salvataggio ed estrazione – sia lei che i soccorritori potessero ferirsi.
Dopo l ’intervento dei veterinari è stato necessario aspettare circa una trentina di minuti per lasciare che la puntura col sedativo facesse effetto.
Il porto di Talamone nel frattempo era diventato un vero e proprio quartier generale. Molti i mezzi dei vigili del fuoco, polizia, carabinieri, intervenuti per aiutarsi in ogni modo l’uno con l'altro.
Erano tutti uniti per cercare di portare in salvo lo sfortunato daino. Per cercare di dare una speranza di vita a quei due occhi grandi e scuri che, spuntando fra gli scogli, imploravano la salvezza.
Una volta addormentato i soccorritorio hanno potuto estrarre l’animale rimasto fino a quel momento incastrato fra i massi. Per il daino, una femmina di 30 chili, non c’era però più nulla da fare.
La bestiola forse aveva già subito lesioni interne quando è caduta ed è rimasta chiusa nel crepaccio.
Infinito è stato il dispiacere di tutti coloro che hanno partecipato alle operazioni di soccorso: per non essere riusciti a portare in salvo la bestiola e restituirla alla sua vita nei boschi.
Tutti hanno agito col massimo impegno – si è cercato letteralmente di fare di tutto, di più, anche l’impossibile – ma purtroppo non si è riusciti a portare a compimento in maniera positiva l'impresa.
Sul posto in tarda mattinata è intervenuto anche il servizio Asl del Comune di Orbetello per occuparsi dello smaltimento della carcassa dell’animale.
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