Il dolore
Gori fa un passo indietro «Non entro in consiglio»
L’ex candidato M5s rinuncia al suo posto a favore di Antonella Pisani «Lei lo merita. E poi se deve esserci uno scalpo da sacrificare, voglio sia il mio»
GROSSETO. Ci ha provato due volte, ma non gli è andata bene. E adesso, tra gli impegni familiari e il tribunale pronto a ridisegnare gli assetti dell’assise, Giacomo Gori ha deciso di fare un passo indietro: il due volte candidato a sindaco per il Movimento 5 Stelle non siederà nel prossimo consiglio comunale. «Una decisione maturata data la prossima esclusione di uno dei nostri eletti – spiega – Così come è nella filosofia del Movimento, preferisco che sia un altro esponente a fare esperienza all’interno delle istituzioni. Un’esperienza importante e formativa che sicuramente mi ha arricchito».
Il passo indietro di Gori lascerà spazio quindi ad Antonella Pisani, la quarta eletta del Movimento sulla base dell’esito delle urne. «È un’attivista storica, farà sicuramente bene» dice l’ex candidato, convinto della sua decisione anche perché in questo modo lascia il posto ad una donna, dando una sorta di risposta a chi, quando ha presentato la sua eventuale giunta in campagna elettorale, gli ha contestato di aver escluso tutte le quote rosa.
Non sprizza di gioia Gori, anzi. «Il consiglio mi mancherà - ammette - È stata un’esperienza importante stare a contatto con le istituzioni». Ma è convinto della sua decisione, anche perché se da una parte lascerà i banchi dell’opposizione, dall’altra resterà vigile all’interno del Movimento 5 Stelle grossetano. «Sarò un super attivista» dice sorridendo. «Starò vicino ai consiglieri e sarò presente alle sedute, portando avanti il lavoro iniziato». Del resto, «molti miei compagni di avventura, con cui abbiamo iniziato insieme nelle fila del Movimento, pur non avendo mai seduto in consiglio comunale hanno sempre dato un contributo indispensabile alle nostre attività. Continuerò con questo spirito».
A giocare un ruolo determinante nel passo indietro di Gori c’è il nuovo assetto del consiglio comunale, che porterà un esponente in più in maggioranza e uno in meno tra le file del Movimento.
A rigor di preferenze, il nome da scartare sarebbe stato quello di Pisani, dato che Gori, Emanuele Perugini, Gianluigi Perruzza e Daniela Lembo hanno preso più preferenze di lei. Ma è proprio l’ex candidato a cedergli il posto, seguendo quella filosofia pentastellata che vuole un ricambio costante nei ruoli istituzionali. «Sono rimasto davvero male quando ho saputo che a rimanere fuori sarebbe stata Antonella, un’attivista sempre impegnata: quindi ho deciso di lasciare io, in modo da far posto ad una donna - spiega Gori - Ho deciso che se c’era uno scalpo da sacrificare, quello doveva essere il mio».
Anche perché gli impegni lavorativi e familiari, dopo cinque anni intensi di attività politica, lo hanno reclamato indietro. L’ex candidato comunque avverte: «Il mio è un passo indietro di ruolo». Ossia da consigliere, non dalla politica. «Continueremo a portare avanti i nostri impegni - assicura - Proprio stamani (ieri ndc) ero in Comune per raccogliere dei documenti: stiamo portando avanti un lavoro sull’Acquedotto del Fiora. Sono e resto un attivista del Movimento».
Impegni che si legano anche alle proposte fatte dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna? «No, a noi le deleghe non ci interessano, anche perché tecnicamente e politicamente non possono esserci conferite - spiega Gori - Noi abbiamo deciso di non essere passivi durante le due settimane che hanno preceduto il ballottaggio e abbiamo chiesto impegni su determinati argomenti: la risposta di Vivarelli Colonna è stata forte, quella di Lorenzo Mascagni più debole. Ma non abbiamo alcun interesse verso le poltrone: l’importante è che le politiche annunciate su rifiuti, acqua e Consorzio di Bonifca vengano rispettate».
Certo non mancherà la spinta dei 5 Stelle affinché le promesse vengano mantenute. Ed è qui che l’impegno di Gori, insieme agli altri attivisti, andrà avanti, «con attenzione e motivazione come è sempre stato», per usare le sue parole. Solo che lo farà lontano dalla sala consiliare, la stessa che negli ultimi cinque anni lo ha visto crescere insieme al suo Movimento.
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