Sicurezza
Caporalato, Carlo Vivarelli va in Procura
Esposto dell’esponente di Toscana Stato contro il fenomeno. Appello al sindaco e alla futura giunta
GROSSETO. Da ieri c’è un nuovo esposto contro il caporalato, fenomeno storicamente diffuso in Maremma, come una gramigna mai estirpata. Detto, fatto. All’indomani del risultato della prima tornata elettorale del 5 giugno, l’allora candidato a sindaco di Grosseto per la lista Toscana Stato – Carlo Vivarelli – aveva annunciato iniziative di impatto, che avrebbero lasciato il segno. Anche sui tavoli della Procura. Al primo posto tra i temi caldi sui quali Vivarelli annunciava sarebbe intervenuto c’era appunto il caporalato.
«Oggi (ieri, per chi legge) – scrive l’esponente di Toscana Stato – ho consegnato un esposto alla magistratura, con oggetto la vergognosa piaga del caporalato in Maremma».
Vivarelli non parte da zero: «Già un mese fa, il 17 maggio, fu pubblicato un mio articolo sull’argomento, basato su un altro servizio del 12 maggio, che aveva per oggetto delle dichiarazioni circostanziate della Cgil locale». Vivarelli fa riferimento al campanello d’allarme suonato di recente dal segretario generale della Camera del Lavoro grossetana, Claudio Renzetti: il numero uno della Cgil aveva riacceso, ancora una volta, i riflettori sugli “alloggi” di fortuna – giacigli – tra il verde lungo l’Aurelia Sud, segno tangibile del sottobosco di sfruttamento in cui sopravvivono decine di extracomunitari. Anche nella civilissima Grosseto.
«Nonostante la visibilità e l’ampiezza del fenomeno – nota Vivarelli – e nonostante la pubblicazione negli anni di articoli di stampa, nulla sembra muoversi. Ho chiesto al Procuratore della Repubblica di Grosseto di indagare sull’immobilismo che pare regni tra le autorità locali, da più di un decennio, e che sta trasformando Grosseto in una fogna mafiosa straniera. Ho inviato l’esposto per conoscenza anche al nuovo sindaco di Grosseto e (a colui che sarà, ndr) assessore alla legalità».
La speranza di Vivarelli è che «la nuova giunta voglia immediatamente prendere tutti i provvedimenti, anche i più eclatanti – dice – in difesa della legalità nel nostro Comune. Chiedo al sindaco – sottolinea Vivarelli – ma anche al consiglio comunale e a tutte le forze politiche presenti e non presenti nella pubblica assise, alle forze sindacali e alle associazioni di categoria, di dichiarare espressamente ciò che hanno intenzione di fare per stroncare il fenomeno. Chiedo in particolare alle associazioni di categoria – conclude – che si occupano di agricoltura di denunciare fatti legati al fenomeno, come ad esempio l’uso improprio dei voucher, e, se ne sono a conoscenza, di denunciare quelle aziende che lo sfruttano». (g.m.)
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