Finanza
Truffa dello specchietto: a giudizio
Un pensionato indotto a pagare 165 euro per un danno inesistente
MONTE ARGENTARIO. La scusa, se scusa è stata come sostiene la Procura, fa capo a un classico del repertorio della truffa: «mentre facevi manovra mi hai danneggiato l’auto, ripagami e la facciamo finita qui».
Come davvero siano andate le cose dovrà stabilirlo il giudice Marco Mezzaluna, davanti al quale si è aperto il processo nei confronti di Francesco Ragaccio, 35 anni, agrigentino, finito sotto accusa dopo la denuncia presentata da un pensionato di Monte Argentario, oggi 77enne.
Era il 21 novembre 2014. Secondo l’accusa, Ragaccio era a bordo di una Opel Adam. Avrebbe fatto in modo di dare un colpo nella parte posteriore destra della Panda del pensionato che stava posteggiando. Avrebbe quindi fatto presente all’uomo che la sua Panda aveva urtato lo specchietto anteriore sinistro della sua auto (mostrandogli nel frattempo il vetro rotto e anche un rigo lungo circa 60 centimetri sulla fiancata della Panda). «Se facciamo tutto da soli, la tua compagnia di assicurazione non ti aumenta il premio per il danno che hai fatto», avrebbe detto Ragaccio. E così questi era riuscito a convincere il pensionato a consegnare 165 euro per un risarcimento che, secondo l’accusa, non sarebbe stato assolutamente dovuto. Il procedimento è stato aggiornato a ottobre, in attesa di un possibile accordo tra le parti che metta fine al processo.
(p.s.)
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