Imu evasa, guerra ai furbetti del tributo
Gavorrano: l’Amministrazione annuncia maglie strette, c’è da recuperare almeno 75.000 euro
GAVORRANO. Dove siano i soldi sembra abbastanza chiaro all’amministrazione di Gavorrano. Gli immobili, ossia gli appartamenti, sono gli stessi e sono sempre abitati, con le utenze attive: segno evidente che gli inquilini in casa ci sono eccome. Solo che non pagano. Nasce da qui il disavanzo da 75.000 euro nel rendiconto di gestione 2015 di Gavorrano: dal mancato pagamento dell’Imu sulle vecchie annualità. In effetti si trattava di un buco da oltre 200.000 euro, su cui gli uffici hanno lavorato per riuscire a ridurlo il più possibile prima di consegnarlo al vaglio del consiglio comunale, che ha approvato il documento con i soli voti della maggioranza.
Ed è proprio la maggioranza che annuncia una battaglia a tappeto contro i furbetti del tributo, che permetterà alle casse pubbliche di recuperare ogni centesimo non pagato. Lo ha spiegato nella sua relazione l’assessore al Bilancio Daniele Tonini, a cui ha fatto poi eco il sindaco Elisabetta Iacomelli: «Gli ammanchi – dice – saranno recuperati già nel bilancio di previsione 2016, che porteremo in consiglio comunale il prossimo 29 giugno».
Ma da dove nascono questi ammanchi, che come già annunciato dall’Amministrazione comunale saranno recuperati in parte anche aumentando alcune tariffe? Dagli evasori. Dai contribuenti che non pagano le tasse. E in un comune come quello di Gavorrano, che vive di sola fiscalità, questo rappresenta un problema.
Le tasse che non sono state pagate sono quelle legate all’Imu. Che i conti non tornassero gli uffici se ne erano già accorti mesi fa, quando si trovarono costretti a togliere dal bilancio circa 125.000 euro (con provvedimenti già approvati a suo tempo): erano sicuri che le entrate derivanti dall’Imu non sarebbero arrivate e se non si fosse agito di conseguenza sarebbero mancati i soldi per determinati pagamenti (stipendi, finanziamenti o simili).
Ma il vero problema è che la questione si è riproposta il dicembre scorso, quando una nuova previsione fece intendere che ai 125.000 euro già tolti dal bilancio se ne sarebbero aggiunti altri 98.000 in meno (per lo stesso motivo), facendo crescere l’evasione a un totale di circa 225.000 euro.
Uffici e amministrazione hanno così lavorato per aggiustare i conti in vista dell’approvazione del rendiconto, che quando è arrivato in consiglio comunale (ieri) ha registrato un disavanzo a 75.000 euro. Ma questo dissesto, assicura l’amministrazione, sarà già pareggiato nelle entrate del bilancio di previsione 2016, attraverso una lotta senza tregua ai furbetti. «Il revisore dei conti ha approvato il rendiconto, dicendoci che devono esserci azioni forti: proprio quelle che abbiamo messo in piedi - continua Tonini - rispettando anche il patto di stabilità». Ma l’economia comunale è terreno fertile per le opposizioni, che sono andate subito all’attacco della maggioranza: «Questo dissesto è un fatto grave che ricade sulla comunità» ha detto il consigliere del gruppo Bene Comune Patrizia Scapin.
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