Il Tirreno

Grosseto

Imputato perquisito prima dell’udienza

Imputato perquisito prima dell’udienza

Una frase aveva allarmato i carabinieri: nulla nel borsetto L’uomo si era presentato al processo per maltrattamenti

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GROSSETO. La frase pronunciata era stata un po’ sibillina, o comunque si era prestata a un approfondimento. «Io? Io non sono l'imputato - aveva più o meno risposto a chi gli aveva chiesto l’identità, fuori dall’aula - Io sono quello che voi volete vedere in galera». I carabinieri in servizio ieri in Tribunale hanno controllato il contenuto del borsetto che portava con sé. Nulla dentro. E anche se il comportamento è stato talvolta fuori dalle righe, il processo si è svolto senza inconvenienti.

Un processo per maltrattamenti e per violenza privata, che vede imputato uno straniero. Come straniera è la donna che lo aveva denunciato e che ha ritirato la querela: «Non voglio fare del male al padre di nostro figlio». Quando il giudice Mezzaluna ha chiesto all’imputato se accettava la remissione, l’uomo si è però infervorato: «Io non accetto nulla, voglio essere processato», ha detto prima che il suo avvocato Coscarelli riuscisse a spiegargli meglio la situazione. E l’imputato è stato anche ammonito dal giudice, più tardi: «Lei non deve parlare con i testimoni». Perché l’imputato ha manifestato in aula la volontà di contestare alcune falsità a con una delle persone chiamate a testimoniare a luglio.

Parte iniziale dell’udienza dedicata alla deposizione della donna, che al viceprocuratore onorario Bonasera ha raccontato di una escalation di episodi avvenuti nel 2014. La convivenza era diventata sempre meno possibile, le offese erano all’ordine del giorno, come anche le percosse, ha detto. Il motivo? «Gelosia. Io ho una mia ditta, con me lavora una persona anziana, un sessantenne, una bravissima persona: secondo il mio ex compagno non dovrei lavorare con lui». E dall’altra parte l’imputato ha annuito, pronto a spiegare - se avesse potuto - i motivi del suo diniego. Poi ecco i carabinieri intervenuti nelle emergenze o chiamati a raccogliere le denunce della donna. Poi ecco i vicini di casa, chiamati a riferire i racconti della donna (pur non avendo mai assistito a episodi di violenza). Il suo compagno la picchiava? ha chiesto il giudice: «Le ha viste le sue mani? Lui fa male anche quando fa una carezza». Mani grandi, braccia più che robuste. Possono far male anche se nel borsetto non c’è nulla di pericoloso. (p.s.)

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