Il Tirreno

Grosseto

Il lavoro, l’amore e un gran sorriso: Maicol era questo

di Andrea Capitani
Il lavoro, l’amore e un gran sorriso: Maicol era questo

Ecco chi era il giovane morto in sella al suo scooter. La passione per la pallanuoto e la gentilezza verso gli altri. Gli amici piangono il bel ragazzone dal cuore d’oro

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PORTO SANTO STEFANO. Maicol era un bel ragazzone di 25 anni, conosciuto da tutti a Porto Santo Stefano soprattutto per la sua partecipazione al Palio Marinaro dell’Argentario. Lo aveva corso lo scorso anno con il rione Valle, dopo lunghi mesi di preparazione. E, nonostante il risultato non proprio positivo ottenuto il 15 agosto durante la manifestazione remiera, era rimasto comunque nel cuore dei contradaioli. I cori e il grande affetto cantati a squarcia gola da tutto il popolo biancoceleste lo dimostrano. Era arrivato al palio dopo due palietti a cui aveva partecipato negli anni precedenti, tra cui proprio uno nel Valle nel 2013. Nel 2014, invece, aveva gareggiato con la Fortezza, portandosi a casa la vittoria nella regata del 3 agosto. Nel cuore, però, è sempre stato crociaiolo, nonostante non abbia mai gareggiato con i colori biancorossi. Proprio uno di quei compagni del palietto della Fortezza lo vuole ricordare con affetto. «Non ci sono parole per descrivere il dolore - dice il suo ex capovoga, Teo Solari - È stato un compagno di squadra, un amico, un fratello maggiore. Abbiamo sempre creduto in lui perché sapevamo che era un grande campione, era buono come il pane, impossibile non volergli bene davvero. Aveva la sua ragazza, stava quasi sempre con lei, sempre nel suo, buono come il pane, un classico bravo ragazzo, un angelo».

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Sono passati pochissimi anni dalla scomparsa di suo padre, che se n’è andato per un problema cardiaco lasciando da soli Maicol e sua madre che, adesso, dovrà convivere con un vuoto ancora più grande.

«Sono senza parole - aggiunge Tommaso Boscarini, compagno dello scorso anno con il Valle - Non dimenticherò mai l’anno passato insieme tra fatica, felicità, incomprensioni e tutto il resto, ma è stato davvero un bellissimo anno. Ragazzi con la sua bontà d’animo ne ho conosciuti davvero pochi. Riposa in pace Maicol».

Le condoglianze arrivano anche dall’Ente Palio, mentre quest’anno Maicol aveva comunque deciso di non gareggiare, lasciando da parte il remo per fare spazio alla famiglia e al lavoro, specialmente dopo aver cambiato nell’ultimo periodo.

In passato non era infatti difficile incontrarlo con la canottiera rossa da assistente bagnante, mentre da quest’anno lavorava in un cantiere nei pressi di via del Campone, a Porto Santo Stefano. Era anche un ottimo giocatore di pallanuoto, sport che praticava da anni sempre ad alti livelli con la società Argentario Nuoto. Maicol lascia anche la sua bella ragazza, Serena, con cui non era difficile vederlo passeggiare lungo le vie del paese e con cui era fidanzato da oltre due anni. Aveva sempre un saluto per chi incrociava per strada, e sempre il sorriso sulla bocca. Quel sorriso che adesso rimarrà per sempre nei cuori di chi lo ha conosciuto, di chi gli era amico.

Il cordoglio è grande in tutto il paese, così come quello del capitano del rione Valle, Pietro Minutolo, che lo scorso anno aveva creduto in lui assieme a tutto il direttivo. «Di fronte a queste disgrazie ogni parola è superflua - dice - Dispiace tantissimo, lui è stato un nostro vogatore. Dal punto di vista del risultato non è stata un’esperienza felice, ma come persona era veramente un bravo ragazzo, lo ricordiamo con affetto. Lo avevo salutato proprio il giorno prima, a mezzogiorno. Dal punto di vista del Palio non eravamo più in sintonia anche perché abbiamo cambiato equipaggio, ma l’amicizia era rimasta. Avevamo vissuto un anno insieme, con gli allenamenti e tutto il resto, avevamo creduto in lui e nei suoi mezzi già nel 2012, anche se in quell’occasione non avevamo potuto imbarcarlo perché era scaduto il tempo per il tesseramento. Una persona umile, silenziosa, a volte testarda, ma questo a noi piaceva».

Anche il rione Fortezza si stringe intorno alla famiglia. «Sono dolori che ti colpiscono all'improvviso - dicono - e ti lasciano una grande rabbia dentro. Maicol era un ragazzone tanto grande quanto la sua bontà e la sua semplicità, un ragazzo d’oro e non perché non c’è più, ma proprio perché lui lo era. Sempre col sorriso anche dopo i suoi momenti difficili, dopo la scomparsa prematura del padre».

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