Il Tirreno

Grosseto

“Il corvo” annuncia altri guai per Mabro

In un sms nubi sul futuro. Lunedì prossimo l’incontro al ministero, l’assegnazione è vicina

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GROSSETO. «Secret. e ora con cambiamento arriverà verità MABRO... per Vs fortuna e fortuna... saranno dolori...». Il testo dell’sms inviato dal “corvo” sui cellulari di alcuni dipendenti della fabbrica delle vestaglie azzurre proprio il giorno dopo il ballottaggio, ha fatto suonare il solito campanello d’allarme. Il messaggio è chiaro: ora cambia tutto. E a distanza di una settimana scarsa dalla convocazione al ministero dei rappresentanti sindacali e delle istituzioni, fissato il 27 giugno, quelle parole puzzano più che mai. Chi sia il mittente non è nemmeno troppo difficile da capire: attraverso un programma installato sul pc si possono inviare messaggi che riconducono a numeri di cellulare inesistenti. E lo stile, nello scrivere, è sempre lo stesso. Ma l’avvertimento, questa volta riguarda il futuro della Mabro: quello che si potrebbe davvero giocare lunedì prossimo al ministero dello Sviluppo economico dove il commissario della Prodi bis Paolo Coscione potrebbe finalmente annunciare la data della firma dal notaio per l’assegnazione della società Abbigliamento Grosseto.

Coscione non è stato fino ad oggi con le mani in mano. Delle quattro offerte arrivate per cominciare a ricostruire il futuro della Mabro ce ne sarebbe una che l’avrebbe spuntata e che sarebbe appunto stata scelta dal commissario. Una cordata capeggiata da un imprenditore del settore pronto a investire diversi milioni di euro per rimettere in pista la Mabro.

La relazione è stata presentata al Mise, al tribunale di Grosseto e al comitato di sorveglianza, l’unico organismo che però ha detto no a quella proposta. Ma quel parere non è vincolante: e il commissario potrebbe tranquillamente decidere di confermare la scelta già fatta. Nodi, questi, che saranno sciolti durante l’incontro di lunedì prossimo quando i giochi sul futuro della società si potrebbero chiudere con un sospiro di sollievo per il commissario e per i lavoratori che da tre anni aspettano di tornare dietro le macchine da cucire.

Il messaggio sarebbe stato inviato da chi a quel bando ha partecipato ma è stato escluso. Esattamente come era già successo alcuni mesi. Parole, anche in quel caso, che non hanno avuto alcun seguito.

Francesca Gori

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