Il Tirreno

Grosseto

Il centrosinistra «Errore di metodo a livello nazionale»

di Enrico Pizzi
Il centrosinistra «Errore di metodo a livello nazionale»

Marco Simiani, segretario del Pd, analizza la sconfitta Non rinnega le scelte, ma richiama a una riflessione

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GROSSETO. «Siamo frastornati». Sono passate solo poche ore da quando il responso delle urne ha sancito la sonora sconfitta del centrosinistra che ha perso il Comune di Grosseto e il segretario provinciale del Partito democratico Marco Simiani non potrebbe usare una parola più adeguata per descrivere lo stato d'animo suo e dei militanti del suo partito.

Come un pugile che ha appena incassato un pugno da ko ed è finito a tappeto, Simiani prova a reagire, ma è ancora frastornato, e il primo pensiero va lontano, al livello nazionale. «Esiste – dice – un dato politico che riguarda gli aspetti nazionali, perché quando si governa e si mettono in campo riforme difficili da comprendere e anche da comunicare, i rischi ci sono. Credo che ci sia stato un errore di metodo e di atteggiamento da parte del livello nazionale, eppure sono riforme che devono essere portate avanti, sarebbe un errore tornare indietro».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario dell’Unione comunale del Pd Saimo Biliotti. «Chi pensa di affrontare il problema marginalizzandolo al solo livello territoriale – dice Biliotti – lo sminuisce. Mi pare che la questione sia molto più profonda e sbaglia chi pensa che il problema sia stato creato da questioni solo locali, così com’è riduttivo pensare che quanto è accaduto non abbia conseguenze per la politica nazionale».

Possibile, però, che a livello locale non sia stato fatto alcun errore? «Questa classe dirigente – ricorda Simiani – è stata quella che riconquistò il Comune dieci anni fa, anzi i Comuni che oggi il centrosinistra ha perso. Dobbiamo fare subito una riflessione attenta, nei prossimi giorni, convocare subito gli organismi dirigenti, dopo la direzione nazionale di venerdì. Serve analisi politica del voto, e occorre mettersi tutti in discussione, a partire da me».

Come segretario Simiani non rinnega le scelte fatte, in particolare «quella – spiega – di mettere in campo persone che potessero portare avanti comunque una proposta nuova, e la scelta dei candidati al consiglio e di Lorenzo Mascagni andava in questa direzione. Una scelta che poteva portare e porterà una nuova stagione politica in questa città».

Simiani, insomma, resta convinto della bontà del candidato, «perché Lorenzo – dice il segretario provinciale del Partito democratico – è una persona con grande capacità e grandi visioni. Credo che da qui dobbiamo ripartire. Ma dobbiamo anche pensare alle divisioni che ci sono state nel partito, alla crisi che la città avuto, e soprattutto credo che abbiamo pagato la voglia di cambiamento. Credo che, come nel resto del Paese, emerga, dal voto, che c’è ormai un asse tra M5s e centrodestra – conclude – in particolare la Lega, ed è un dato su cui dobbiamo riflettere, non solo a Grosseto».

In serata Lorenzo Mascagni, il cui cellulare è rimasto spento per tutto il pomeriggio, ha scritto su Facebook: «Finisce così, nel modo più amaro, una competizione difficile, faticosa, ma bella ed appassionante.Grazie a tutte le persone che ho incontrato in questo viaggio: avversari, sostenitori e spettatori. Un grazie particolare a chi ha condiviso con me questo progetto, a chi ci ha messo la faccia, a chi ha sacrificato in questi mesi buona parte del proprio tempo e delle proprie energie. Il mio rammarico più grande è di non avervi saputo dare la soddisfazione che meritavate. Ma la vita è anche questo e bisogna accettarlo. Ad maiora».

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