Il Tirreno

Grosseto

Flop ballottaggio: Simiani rimette il mandato

Francesca Gori
Marco Simiani (foto Bf)
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Marco Simiani (foto Bf)

L'annuncio con un post sulla pagina Facebook del segretario provinciale

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GROSSETO. Lo ha scritto su Facebook, il segretario provinciale del Pd Marco Simiani: "Buongiorno, dopo una giornata di delusione, ma soprattutto di riflessione, ritengo opportuno, come segretario provinciale, convocare gli organismi dirigenti del mio partito che avranno naturalmente a disposizione il mio mandato". Un post lungo, argomentato, nel quale la parola dimissioni non viene però mai scritta. Ma è come se fosse sussurrata, riga dopo riga, ai militanti del Pd, ai cittadini che si sono recati alle urne e hanno messo la propria croce sul nome di Lorenzo Mascagni, l'avvocato che  avrebbe dovuto rappresentare un'amministrazione nuova, fatta da volti nuovi e con idee diverse da quelle passate.

E invece non è stato così: domenica Grosseto ha scelto il nuovo sindaco, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, area centrodestra, che ha incassato anche l'invito di Marco Barzanti, candidato del partito dei Comunisti italiani a votare per la sua coalizione e contro il Pd, nonostante la falce e il martello ricamato sul cuore.

"Da un'analisi del nostro operato, possiamo forse mettere in discussione il metodo usato o l’atteggiamento tenuto ma quel che è certo, è che dovevamo sicuramente coinvolgere ed ascoltare di più i cittadini, e non distrarli con le nostre incomprensioni e i nostri scontri interni - aggiunge Simiani -  Però non possiamo rimettere le lancette dell’orologio indietro. Possiamo solo andare avanti, e in quest’ottica, le riforme avviate non possono essere messe in dubbio, perché sono i pilastri del cambiamento e della stabilità del nostro paese".

Il punto vero è che a Grosseto ha perso il centrosinistra. Ha perso il Pd, che, come ammette anche lo stesso Simiani, ha messo in piazza faide intestine e giochi di potere e fino a poche settimane dal voto non ha mai dato la sensazione di seguire una rotta precisa, se non quella verso il regolamento dei conti interni. Un naufragio, quello del partito, dal quale si salva senza se e senza ma Lorenzo Mascagni, l'avvocato chiamato all’ultimo tuffo che ha fatto un mezzo miracolo e che ha lottato con grandissima lealtà fino alla fine di questa lunga battaglia politica.

 

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