Il Tirreno

Grosseto

3.000 voti M5s travasati a Vivarelli Colonna

di Gabriele Baldanzi
3.000 voti M5s travasati a Vivarelli Colonna

Nelle sette sezioni dove i grillini avevano brillato, Antonfrancesco fa il pienone

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GROSSETO. Guardi le sezioni 2, 17, 23, 24, 58, 74 e 75, leggi i risultati e lo capisci subito chi ha fatto la differenza. Sono le sezioni dove, al primo turno, il Movimento 5 stelle era ampiamente sopra media e Antonfrancesco Vivarelli Colonna, infatti, non staccava Mascagni.

I numeri non mentono mai. Alla sezione 2 di piazza Rosselli (la Pascoli, dove vota il centro della città), per esempio, lo scorso 5 giugno il M5s ottenne il 22,8 per cento (129 voti), Vivarelli li ha recuperati quasi tutti balzando al 61,9 per cento. Idem alla sezione 17, dove le 174 croci su Gori (il 22,6 per cento) si trasferiscono in buona parte al sindaco di centrodestra (59,9 per cento). E così ancora alla sezione 23, dove il 26,1 dei grillini si traduce in un 59 per cento tondo per Vivarelli Colonna. La 75 è un’altra sezione monitorata con attenzione (via Giotto, la più affollata della città): il Movimento 5 Stelle qui aveva il 29,3 per cento (un capitale di 270 voti) e infatti il centrodestra vola oltre la soglia del 62 per cento. Addirittura Vivarelli Colonna ottiene il 66,7 per cento alla sezione 74 (viale Einaudi), portando dalla propria parte una bella fetta degli oltre cento elettori Cinque Stelle.

Mascagni zavorrato. Incrociare gli esiti del primo e del secondo turno è un esercizio divertente. Si manifestano i flussi con buona chiarezza. Sì, è vero, vanno considerati anche gli assenti, qualche migliaio di persone che la scheda elettorale, stavolta, l’hanno lasciata in un cassetto, ma il passato insegna come ripartirli e il margine di errore è minimo. Sono il 50 per cento degli elettori grillini e più o meno in egual misura elettori di centrodestra e centrosinistra poco motivati. Forse perché non c’è più da portare acqua ai candidati consiglieri. In tante sezioni Antonfrancesco Vivarelli Colonna si colloca intorno al 56 per cento.

Mascagni, invece, non sfonda da nessuna parte. Incassa le briciole di Ceciarini e Felicioni. Stop. Sale soltanto di 1.400 voti. Guarda caso Ceciarini e Felicioni insieme ne contano poco più di 1.500. Il candidato del centrodestra fa boom, con quasi tremila persone in più a sceglierlo. «La metà dei nostri elettori non hanno votato – spiega Maurizio Bernardini, il comunicatore del M5s – ma gli altri, per l’80per cento, hanno scelto di pensionare dirigenti e amministratori del Pd. È evidente».

Gli aumenti. La somma dell’elettorato di Mascagni e Vivarelli Colonna si aggirava il 5 giugno sui 31.000 voti. Al secondo turno, nonostante il calo fisiologico degli elettori, hanno votato 35.600 persone. Mascagni, come detto, è cresciuto di 1.400 voti.

Vivarelli Colonna ha beccato i rimanenti 3.000 elettori. Sottrai, sommi, verifiche e ti accorgi che è il contributo dei Cinque stelle alla vittoria.

«Il vento del cambiamento soffia forte e nella giusta direzione», sono le prime parole postate da Giacomo Gori sul suo profilo Facebook. Pensare che il popolo Cinque stelle avrebbe favorito la riconferma del Pd al potere era un esercizio di fantasia, una dissociazione tra desideri e realtà. Insomma una patologia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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