Sicurezza
Fiora, le elezioni “rallentano” il bando
Acquedotto ha pronto da tempo il concorso per la nuova maxisede, ma la pubblicazione tarda per un dettaglio tecnico
GROSSETO. Le elezioni rallentano il bando del Fiora. È pronto già da un mese (ma non ancora pubblicato) il concorso di idee per la nuova maxisede della società idrica che rivoluzionerà piazza Marconi, ma con ogni probabilità il bando sarà pubblicato solo a luglio. Perché questo ritardo? Nei prossimi mesi il bando aperto agli architetti di tutt’Italia vedrà scaturire un progetto per la nuova sede, ma la sua pubblicazione ha dovuto attendere un “dettaglio tecnico” legato alle elezioni e al cambio di amministrazione in corso.
Il Fiora ha deciso fin dall’inizio di condividere ogni passo di questo delicatissimo progetto insieme al Comune. E il Comune è sotto elezioni. Il picoclo “problema” è legato alla scelta di una commissione giudicatrice che ancora non c’è.
«Questa commissione - spiega Tiberio Tiberi, il presidente della società idrica - sarà composta da circa 5 soggetti, di cui uno scelto verrà all’interno di Acquedotto del Fiora (in questo caso sarà un tecnico), e altri all’interno dell’ambito universitario e non solo. La nostra intenzione è quella di scegliere questi soggetti con il Comune, selezionando e inserendo in commissione anche una persona del Comune stesso che potrà essere un dirigente, un assessore o un consigliere; il tutto per avere una visione più estesa possibile del concorso di idee e fare in modo che siano valutate le idee migliori, nella massima trasparenza».
Poiché «l’amministrazione sta cambiando, è stato ritenuto naturale aspettare quella nuova per poter discutere con questa la scelta dei membri giudicanti, a partire proprio dal componente comunale. Insomma, stiamo aspettando i tempi tecnici d’insediamento della nuova amministrazione». Una volta che quest’ultima si sarà insediata, insieme al Comune sarà discussa la composizione della commissione e il tutto sarà inserito nel bando. Bando che solo a quel punto, concluso in ogni sua parte, verrà portato in approvazione del cda e poi pubblicato.
Tecnicismi? Non proprio, visto che da loro dipende la futura maxisede che contribuirà a riplasmare il volto della stazione. A quel punto «ai primi di luglio - continua Tiberi - saremo in grado di pubblicare il bando». Via ai progetti. Dopo l’estate, scaduti i termini del concorso di idee, ci sarà il vincitore e si procederà a definire nei dettagli il progetto esecutivo. Da lì in poi si potrà pensare anche all’appalto.
Com’è noto, la nuova palazzina sorgerà in piazza Marconi e ospiterà tutti gli uffici sparsi nelle varie location cittadine. Sono circa 3mila metri quadrati di superficie utile calpestabile, «che ci consentiranno di trasferire qua tutte le attività attualmente dislocate in sette sedi diverse». Le varie location saranno raccolte in un’area unitaria, il che permetterà di risparmiare profondamente sui costi degli altri uffici e puntare al massimo efficientamento energetico. Contemporaneamente Acquedotto procederà ad alienare alcuni immobili, le cui funzioni saranno trasferite nella sede unica. Il concorso prevede tre premi in denaroper un valore di alcune migliaia di euro l’uno. Saranno premiati i primi tre lavori giudicati migliori dalla commissione esaminatrice; il progetto reputato al top e che si conquisterà il podio riceverà il premio in denaro più alto e potrà essere incaricato della progettazione esecutiva.
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