Sicurezza
Caroselli in strada e champagne La festa della vittoria
Lorenzo Mascagni si congratula con il suo ex sfidante «Il voto è chiaro, la nostra proposta riformista non è passata»
GROSSETO. Il primo boato, all’Hotel Airone, dove sono presenti quasi duecento persone, arriva quando ancora non è mezzanotte e di ufficiale ci sono soltanto i risultati di una dozzina di sezioni. Vivarelli è avanti 53 a 47, neppure 250 voti. Ma in realtà sui cellulari piovono già i numeri delle sezioni più grandi e il divario è molto ampio. Un margine che permette di esultare. Il definitivo della sezione 75 sigilla il successo di Antonfrancesco Vivarelli Colonna. La percentuale sale: 54 a 46, poi 55 a 45.
Vivarelli Colonna ancora non è arrivato, neppure Luca Agresti, che ha preferito restare nella sede del comitato, in via Aurelia Nord. Ci sono invece tutti i leghisti, gli eletti e il popolo di Fratelli d’Italia, con un raggiante Fabrizio Rossi. Ci sono più donne che uomini. Quanto su Tv9 appare il volto tirato di Marco Simiani, un coro sovrasta la sua voce. «È fatta, andate a casa», esulta Mauro Squarcia, dal primo giorno al fianco di Vivarelli Colonna. Felicità incontenibile anche per Mario Lolini, a dire il vero il primo ad ammettere la vittoria, senza scaramanzie di sorta: «Siamo avanti anche dove 15 giorni fa eravamo andati così e così».
Erano le 23,30.
Ad aggiornare lo schermo gigante, i dati del tabellone, c’è Riccardo Terrosi, che insieme allo spin doctor Giuseppe Orfino ha gestito tutta la campagna elettorale del centrodestra. I simpatizzanti, gli elettori, i militanti, gli eletti in consiglio, arrivano alla spicciolata. C’è spazio solo per la gioia. Votanti e ripartizione delle croci vengono annunciati in sequenza, al microfono. A ogni numero partono applausi e grida.
Il centrodestra, dopo 10 anni, compie un’impresa impensabile solo 8 mesi fa: strappa la città a un Pd diviso e litigioso, a cui non è bastato un uomo dalle qualità indubbie come Lorenzo Mascagni. L’ultima immagine prima di chiudere è una bottiglia di Moet & Chandon che viene stappata nell’atrio dell’hotel... È qui la festa. Festa che non è andata in scena invece nel comitato di Lorenzo Mascagni, in via Oberdan, dove, sul tavolo verde, si è fermata anche la pallina da ping pong che i sostenitori dell’avvocato di centrosinistra si sono scambiati per smorzare la tensione.
Facce lunghe tra i presenti, tra cui sindaco Bonifazi e capogruppo in regione MarrasMascagni: «In ogni competizione c’è un vincitore, congratulazioni a Vivarelli Colonna, che è riuscito a far passare in modo migliore il suo messaggio. I cittadini hanno deciso che dobbiamo stare all’opposizione, che sarà un’opposizione leale, costruttiva ma anche attenta - ha detto Lorenzo Mascagni - Ci abbiamo creduto e ci abbiamo provato, ma sapevamo che potevano esserci difficoltà. Sapevamo ad esempio che per farcela dovevamo intercettare i voti di chi al primo turno ha scelto m5s e le sinistre, ma così non è stato».
Il risultato uscito dalle urne sarà ora, per il centrosinistra, un dato che dovrà essere analizzato con attenzione. «C’è una scia nazionale: la nostra proposta riformista non è passata - aggiunge - A Grosseto dobbiamo prendere atto di un risultato netto, la classe dirigente che ha conquistato il Comune dieci anni fa ora deve mettersi in discussione. Il voto è chiaro». Fuori, per strada, il carosello delle auto che ieri sera hanno suonato il clacson per il cambio di casacca di Grosseto.
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