Il dolore
Patenti contraffatte, il grande boom
La polizia municipale scopre un grosso giro di documenti falsificati
GROSSETO. Cresce in maniera esponenziale a Grosseto il mercato dei falsi documentali. Patenti contraffatte, documenti d’identità taroccati. Un settore sommerso e strisciante, spesso invisibile ai controlli su strada e che emerge quando le patenti - ritirate per motivi amministrativi (per esempio la mancata conversione dall’estero come vuole la legge) - sono sottoposte a controlli più specifici negli uffici. Come in questo caso.
Patenti contraffatte: un boom. A mettere mano al settore in maniera organica è la polizia municipale di Grosseto che - dopo i numeri dei mesi scorsi - ha scoperto ora altre 11 patenti contraffatte. Le ha ricevute dalla Motorizzazione a scopi didattici per formare il personale del comando. E sono stati questi fini formativi a indirizzare sulle contraffazioni nel corso dei controlli documentali. Da un anno a questa parte il comando ha ottenuto risultati importanti grazie all’occhio esperto di un agente scelto, Marco Opizzio, specializzato nel controllo documentale e nella contraffazione, ma le singole competenze si stanno allargando. Sta nascendo (questo almeno il tentativo) una formazione ad hoc per scardinare il fenomeno.
I 56 documenti riferiti al 2014 e arrivati in Comune dalla Motorizzazione - serviti come base di lavoro - si sono rivelati per un quinto “patacche”.
Erano stati ritirati su strada dalle varie forze di polizia in quanto i titolari - dopo un anno dalla residenza in Italia - non avevano provveduto alla conversione.
Trasmessi per competenza alla Prefettura, sono stati quindi inviati (solo quelli convertibili) alla Motorizzazione in attesa che qualcuno li regolarizzasse (nessuno l’ha fatto). Da qui sono approdati alla Municipale che li ha studiati scoprendone 11 irregolari.
Difficile capire la provenienza e se i falsari siano italiani o stranieri, dato che non hanno identica matrice ma piuttosto nazionalità diverse. Si tratta di una patente svizzera, 5 albanesi, 1 macedone, 1 moldava e 1 turca. Sono state tutte ben fatte e abilmente ricreate emulando il sistema di sicurezza per eludere i controlli a occhio nudo su strada.
L’ultimo documento illecito è stato scoperto il 6 giugno e riguarda una revisione bulgara contraffatta.
Sono scattate qui una sanzione da 600 euro (il veicolo è stato sospeso dalla circolazione fino a nuova revisione da effettuare in Bulgaria) e la denuncia a conducente e proprietario del veicolo.
Dove procurarsi le patenti false. Sul web si scoprono siti in cui è possibile acquistare patenti “a scopi personali e cinematografici” ma che in realtà possono essere impiegate (illegittimamente) per circolare. Non ho la patente? Ne compro una. Documenti del genere recano tutti i dati personali e sono a tutti gli effetti imitazioni pedisseque di patenti vere. Siti del genere sono sparsi in varie parti del mondo, dall’Europa all’America. Stesso discorso vale per le targhe. Sempre sul web troviamo siti italiani con sede nei paesi dell’est e che riproducono fedelmente (“a scopi privati” com’è scritto, per esempio da collezione) targhe italiane, tedesche o spagnole fedelissime agli originali. Poi però gli scopi privati e casalinghi si perdono. In questo senso l’web è un bacino inesauribile che può custodire grandi chances per chi è in vena di delinquere.
Carte d’identità. Non solo patenti. Nel mercato grossetano del tarocco finiscono anche documenti d’identità e passaporti contraffatti, allo scopo di non permettere d’identificare le reali generalità di una persona. Il meccanismo è tale: ci si ricicla un’identità grazie a un documento fittizio che permette di farsene rilasciare, all’anagrafe, un altro genuino; da qui in poi la strada si apre “sul mondo”. Un esempio: io extracomunitario (per esempio russo) vado all’ufficio comunale dell’anagrafe presentandomi con un documento contraffatto comunitario (esempio, rumeno) fasullo e con questo chiedo la residenza in Italia. La falsificazione è dunque su un documento comunitario esibito negli uffici per farsi rilasciare un documento buono. Chi usa questo sistema si trova per le mani, a tutti gli effetti, un’identità riciclata che apre la strada su diverse opportunità sociali. Dall’apertura di un conto bancario passando per la partita Iva fino a servizi sanitari etc.
In un anno sono stati stanati 10 documenti non genuini. Uno è un carta d’identità valida per l’espatrio; altri 9 sono permessi di soggiorno per stranieri. Le provenienze sono varie: dall’Africa all’Est Europa. Senz’alcun limite o confine.
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