Il dolore
Blocco delle multe scomparso Nuova udienza in Tribunale
Agente della municipale e cittadino sanzionato a processo per il bollettario che non si è più trovato La testimonianza del comandante: «Ho chiesto conto, poi ho cambiato le procedure di deposito»
ORBETELLO. L’accusa è quella di aver soppresso, distrutto o nascosto un atto di ufficio. In particolare, il bollettario delle multe. Un comportamento che sarebbe stato messo in atto in accordo con il multato (per divieto di sosta). La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per due componenti della polizia municipale di Orbetello e per il multato. E ieri, all’udienza di dibattimento (giudice Giovanni Puliatti), nel quale sono imputati Silvia Galeazzi (per la polizia municipale) e Alessandro Gamberoni (il multato), quest’ultimo ritenuto l’istigatore della presunta soppressione (difese Ferrari e Di Vincenzo), sono sfilati i testimoni che hanno ricostruito davanti al giudice quello che era successo il 23 novembre 2011, quando i documenti della municipale sono scomparsi.
Come testimone è stato sentito anche Roberto Barone (difesa Oneto), anche lui della polizia municipale, che inizialmente era stato indagato dal sostituto procuratore Stefano Pizza ma per il quale all’udienza preliminare il giudice non aveva ritenuto esservi elementi per sostenere un processo. Il fascicolo era stato aperto dopo la segnalazione dell’agente che aveva redatto la contravvenzione, Rita Agnelli (che si è affidata all’avvocato Anna Scotto). La multa non si trovava più, anzi tutto il bollettario era sparito, e l’agente aveva avvertito il comandante. Era il 24 novembre 2011. L’agente, che lavorava dal 2004 per la polizia municipale di Orbetello con contratti annuali a tempo determinato, non era stata confermata e per lei il servizio era finito con il novembre 2011.
Il primo testimone ascoltato ieri mattina, Gianni Agnelli (per la parte civile), ha lavorato al comando fino alla fine del 2011. Ed è stato lui a prendere tutti i verbali e la corrispondenza di quel giorno e a portarla al comandante della polizia municipale. «Quando la collega mi ha chiamato per dirmi che le serviva quel verbale - ha detto - mi accorsi che non c’era e lo dissi subito al comandante. Mi sono sempre e solo rapportato con lui». È stato Francesco Bettazzi, poi, ad approfondire la questione al comando, chiedendo conto di quel verbale che era sparito. «Dopo aver parlato con i colleghi che erano in servizio quel giorno - spiega Bettazzi - decisi di cambiare il metodo del deposito dei verbali e della corrispondenza». Le chiavi del comando della polizia municipale ce l’avevano tutti gli agenti. Ma anche il maresciallo capo Roberto Barone, di quella sparizione ha detto di non sapere nulla. «Avevo avuto in quei giorni lutti e problemi familiari - ha spiegato - con le colleghe parlavo anche fuori dal servizio perché mi davano consigli su come fare a tenere in ordine la casa ma non avevo voglia di stare con nessuno». Testimonianze che proseguiranno il 13 gennaio dell’anno prossimo.
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