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«Unione: non si può decidere ora»

«Unione: non si può decidere ora»

La sindaca a Fanciulletti: «Cambiare? Non è detto sia la soluzione»

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SEMPRONIANO. «Questa amministrazione ha aperto una riflessione seria sul futuro di Semproniano, ma la mozione di David Fanciulletti che compare in un punto all’ordine del giorno del consiglio comunale di venerdì 17, non aggiunge nulla al dibattito. Decidere adesso, come invoca Fanciulletti non è proprio possibile. E il consigliere lo saprebbe se venisse ai consigli comunali».

La sindaca di Semproniano Miranda Brugi liquida come «ingenua» la proposta del consigliere David Fanciulletti, passato all’opposizione ma entrato in consiglio con la lista Pd, di recedere dall'Unione dei comuni Amiata Grossetana e aderire a quella dell’Unione dei Comuni Colline del Fiora insieme ai comuni di Manciano, Pitigliano e Sorano.

«Il consigliere dovrebbe sapere che queste cose non si ottengono con uno schiocco di dita, che c’è un iter complesso a cui attenersi. E certo non è possibile uscire adesso dall’Unione comuni Amiata grossetana. Se stamani Fanciulletti fosse entrato in comune avrebbe visto che di personale c’era solo la ragioniera. Pensa Fanciulletti che le azioni amministrative di Semproniano si facciano da sole? Non sa che Semproniano va avanti solo in quanto comune appartenente all’Unione e che gode dei servizi associati? Questo, però, non esclude che stiamo davvero pensando a come muoverci in futuro».

Le ipotesi della sindaca Brugi nascono dal fatto che il momento attuale è, per i piccoli comuni, molto critico e denso di ombre. «Che in futuro si debba fare qualcosa, è certo», dice la Brugi, che propone un ventaglio di soluzioni. «Non è detto che la soluzione sia passare da un’Unione all’altra. Resta anche da vedere se l’Unione di Manciano ci vorrebbe accogliere. Poi bisogna vedere che fine faranno le Unioni. Occorre pensare bene al da farsi. Non è nemmeno detto che la possibilità estrema sia una fusione. Potremmo andare da soli facendo convenzioni, come ha fatto Cinigiano, con altri comuni. Ma ce li abbiamo i soldi per farlo? Che fine vogliono far fare ai comuni attorno ai 1.000 abitanti? Mi viene in mente la soluzione della Francia che ha messo in piedi la riunione di vari centri in un unico comune, ma salvaguardando i municipi che rimarrebbero in ogni borgo. Tanti i ragionamenti che possono esser fatti. Ma la domanda di base è: come posizionarci? Intanto bisogna fare investimenti per portare un po’ di gente. Poi bisogna assicurare che i servizi non manchino e non diminuiscano. Poi occorre sentire l’opinione della comunità e aprire un dibattito. Cosa che abbiamo già iniziato a fare come amministrazione comunale. Certo è che la sortita di Fanciulletti che vuole tutto e subito non dà una mano per risolvere la questione che, invece, ha bisogno di tempo e di ponderazione. Ne va del futuro della nostra terra». (f.b.)

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