Il Tirreno

Grosseto

L’azienda: iter burocratico complesso

Rispetto ai ritardi nella consegna dei nuovi microinfusori, dall’Usl giungono alcune precisazioni. «L’azienda – spiega la dottoressa Loredana Rizzo, direttrice dell’Unità operativa di Diabetologia...

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Rispetto ai ritardi nella consegna dei nuovi microinfusori, dall’Usl giungono alcune precisazioni.

«L’azienda – spiega la dottoressa Loredana Rizzo, direttrice dell’Unità operativa di Diabetologia del Misericordia – arruola i pazienti sulla base di una procedura interna, molto accurata: in una prima fase, vengono individuati i pazienti con le caratteristiche cliniche per poter utilizzare gli infusori; dopodiché viene fatta una serie di controlli, accompagnati dalla valutazione della capacità del paziente di utilizzare l’infusore; infine viene fornito lo strumento in prova. Solo se c’è la certezza che il paziente sia in grado di gestire in maniera efficace l’infusore, al termine della procedura, viene inviata la richiesta all’Azienda ospedaliera pisana (che la delibera della Regione Toscana ha individuato come centro regionale di riferimento) per l’autorizzazione alla dotazione degli infusori».

«Una volta ottenuta l’autorizzazione – spiega poi il dottor Fabio Lena, direttore del dipartimento delle Politiche del farmaco – il microinfusore viene ordinato all’Estar. L’iter per l’acquisto segue una procedura burocratica e autorizzativa complessa che, soprattutto in questa fase di riorganizzazione e passaggio all’Azienda unica di area vasta, ha subito rallentamenti. Ciò, malgrado lo sforzo congiunto degli uffici amministrativi, della Diabetologia e del Dipartimento delle Politiche del farmaco, che si stanno impegnando per velocizzare i tempi. Insomma, la criticità, pare di capire, si trova nel sistema di approvvigionamento delle forniture. Non vorrei che si pensasse a una strategia per risparmiare: il microdiffusore, infatti, è sì più costoso dei presìdi tradizionali, ma il beneficio prodotto al paziente negli anni scongiura molti fattori di rischio, riduce le patologie correlate al diabete e porta, nel tempo, a un risparmio consistente di risorse e di vantaggi per la salute». (g.b.)

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