Lutto
Folla al Cassero per l'ultimo faccia a faccia
Grosseto, rispetto, sorrisi e attimi di alta tensione tra i due candidati a sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Lorenzo Mascagni
GROSSETO. Caldo estivo, giovedì 16 giugno in città. Ma ancor più caldo faceva al Cassero senese, dove centinaia di grossetani hanno partecipato all'ultimo duello. L’ultimo faccia a faccia tra Lorenzo Mascagni e Antonfrancesco Vivarelli Colonna prima del voto senza appello di domenica 19 giugno 2016 è stato un evento atteso e le tifoserie, salite in massa in fortezza per sostenere ciascuna il proprio candidato, sono subito andate “in temperatura”. In particolare quella del centrodestra che – sin dal primo intervento – ha accolto le parole di Lorenzo Mascagni con non troppa cortesia.
Comincia così il duello in diretta tv, ma per fortuna un po’ alla volta Enrico Pizzi e il direttore del Tirreno Omar Monestier, chiamati al compito di “interrogare” gli sfidanti su idee e programmi, riportano la platea nei binari del “normale entusiasmo” e il dibattito fila via – comunque acceso e serrato – per due ore dense dense.
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Si parte con la domanda più semplice: perché i grossetani dovrebbero votare per l’uno o per l’altro. Vivarelli Colonna non ha dubbi: «Perché sono il nuovo», dice. E perché «qui a Grosseto samo stati capaci di ricostruire il centrodestra, esempio per tutta l’Italia. Siamo la grande novità, dall'altra parte c’è un’amministrazione grigia, scura, che ha portato la città alla situazione di oggi».
Mascagni raccoglie la stoccata e replica: «Nel mondo occidentale la crisi alimenta le paure, la rabbia la rassegnazione. Noi, nel nostro piccolo, tutto questo non lo vogliamo. Invece anche a Grosseto c’è una proposta politica che si alimenta con le idee della Lega Nord, e di Casa Pound».
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Proprio su questo passaggio dall’ala “destra” della platea si alzano le urla, fino a interrompere il candidato del centrosinistra. Il quale reagisce con una veemenza fin qui (in pubblico) per lui sconosciuta. «Il consiglio comunale non sarà una trincea, ma un luogo di confronto», dice citando una dichiarazione del suo competitore. «Non esiste nella nostra coalizione Casa Pound, né vi sarà alcuna trincea. Solo tanto amore», replica Vivarelli Colonna. E la polemica più asprafinisce qui.
Da questo momento in poi il confronto si sposta sulle idee. E le differenze emergono. Sulla sicurezza, per esempio, Mascagni garantisce che il Comune continuerà a sollecitare il governo perché potenzi forze dell'ordine, ma ribadisce il secco no all’esercito in strada. Nuove telecamere, dice, ma soprattutto politiche urbanistiche e culturali per migliorare la vita nei quartieri e la coesione sociale. Vivarelli Colonna invece ribadisce il suo impegno per creare un assessorato alla sicurezza, «utile a creare clima di sinergia tra forze sul territorio».
Sul lavoro il candidato del centrodestra ribadisce la necessità di diminuire la pressione fiscale locale, «insostenibile soprattutto sul sistema agroindustriale». E annuncia la creazione di un assessorato all’Europa, capace di intercettare finanziamenti comunitari.
Il candidato del centrosinistra insiste invece su tre punti: completare la questione annosa sulle infrastrutture, Tirrenica, due Mari, rete ferroviaria; il turismo, con lo slogan “Maremma dentro la Toscana” per una migliore promozione del territorio, in sinergia con gli altri sindaci; agroalimentare, partendo dal recente investimento della Regione sul polo scientifico di Alberese e creando reti d’impresa; infine far ripartire l’edilizia «secondo le indicazioni che abbiamo dato in commissione urbanistica».
A proposito di infrastrutture sull’autostrada i due candidati sembrano d’accordo: più prudente Mascagni, perentorio Vivarelli Colonna, l’obiettivo è l’adeguamento dell’Aurelia, senza caselli e pedaggi. In ogni caso una decisione da prendere d’accordo con il territorio, Con Vivarelli Colonna che si spinge fino a evocare la possibilità di un referendum
Anche sui rifiuti, al di là delle schermaglie di rito, entrambi prendono lo stesso impegno: massimo impegno per la differenziata.
L’ultimo vero scontro, che riaccende la platea in cori e fischi da stadio, è su chi abbia intorno “la vecchia politica” e chi no. A tirare il primo fendente è Vivarelli Colonna, che elenca i nomi di quelli che a suo dire manovrano Mascagni da dietro le quinte. E Mascagni ribatte con durezza: «Tu hai con te quelli che governavano venti anni fa, e molti sono qui, davanti a noi. Il coraggio che ho avuto io di cambiare tu non l’hai avuto».
Ci vuole un po’ per riportare la calma, ma alla fine gli animi si placano e partono i due appelli al voto. Domenica notte sapremo chi ha convinto di più.
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