Trovato morto in gabbia il gattopardo Chiku
Al Centro recupero animali selvatici ed esotici di Semproniano era arrivato dopo essere stato sequestrato i primi di febbraio 2015
SEMPRONIANO. Addio Chiku. È morto improvvisamente pochi giorni fa, al Centro recupero animali selvatici ed esotici di Semproniano, il gatto selvatico Chiku, un leptairulus serval, un gattopardo insomma, specie selvatica, esotica e pericolosa.Il serval è un animale che vive nelle savane umide, soprattutto nelle savane boschive e nelle foreste-gallerie che costeggiano i corsi d’acqua, dove si procura, per alimentarsi, rane e piccoli roditori.
A Semproniano, Chiku era arrivato dopo essere stato sequestrato i primi di febbraio 2015, a una famiglia di Merano dalla Guardia forestale, dopo che era fuggito dalla casa dei proprietari e aveva sbranato e fatto a pezzi il gatto domestico di un vicino. Taglia media, come quella di un cane, agile e dal pelo maculato, di poco più di 10 chilogrammi, Chiku, un esemplare di “gatto delle selve”, era stato trattato fin da subito con tutti gli onori, tanto da farlo viaggiare in un’apposita gabbia ricoperta da una stoffa per evitargli repentini cambiamenti di umore e farlo stare, quanto possibile, tranquillo, nel momento del trasferimento da Merano all’Amiata. Tutti gli accorgimenti, insomma, erano stati messi in atto, per rendere questo cambio di dimora il più dolce possibile. Nel frattempo a Bolzano si è aperto il processo per la custodia e il riaffido del felino, chiesto dal proprietario, che ha sempre sostenuto che si trattasse di un incrocio tra serval e gatto, cioè un savannah, non di un serval puro. Le leggi italiane, infatti, considerano il serval animale selvatico e pericoloso e ne vietano la detenzione ai privati. Per questa ragione Chiku era stato affidato al centro di Semproniano. Il dibattimento a Bolzano ha visto lo scontro fra periti. In questa circostanza il tribunale del riesame di Bolzano ha ascoltato anche Mircea Pfleiderer, fra le massime esperte, che ha sostenuto la tesi che Chiku fosse senza ombra di dubbio un serval e ha indicato pure l’allevamento da cui proveniva. Lo stesso Aloisi, all’arrivo dell’animale, aveva commentato che a prima vista sembrava un serval puro, anche se solo l’esame genetico può dare, in questi casi, può dare la certezza della natura dell’animale».
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Il proprietario di Chiku, Herbert Raich, invece, ha sempre detto che l’animale era un meticcio e che l’aveva comprato in Germania. Il perito di parte consulente, il professor Michele Capasso,veterinario e professore all’università di Napoli, ha confermato in aula che il “gattone” era un incrocio. Chiku, nel frattempo, è rimasto a Semproniano, vezzeggiato e sorvegliato dagli operatori del centro, fino al giorno prima della morte era stato in ottima forma. «Stava benissimo – spiega il direttore Marco Aloisi – aveva un’ottima mobilità e pelo lucido. Ma la mattina, quando l’operaio ha fatto il giro delle gabbie e dei recinti, l’ha trovato inspiegabilmente morto. Il perché non lo sappiamo e attendiamo con ansia l’esito dell’autopsia. Non ha mai mostrato di avere problemi particolari ed è sempre stato bene e molto reattivo. La sua morte, dunque, è anche per noi un punto interrogativo. Tutte le informazioni sono in mano alla Procura di Bolzano». L’esamo, che sarà eseguito dall’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana, definirà le cause della sua morte. (f.b.)
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