Il Tirreno

Grosseto

Le vestaglie azzurre della Mabro proposte per il Grifone d’Oro

di Francesca Gori
Le vestaglie azzurre della Mabro proposte per il Grifone d’Oro

GROSSETO. In tantissimi hanno messo la loro firma in calce al documento che è stato inviato alla Pro Loco di Grosseto. Un documento che contiene una proposta che altro non è se non il riconoscimento...

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GROSSETO. In tantissimi hanno messo la loro firma in calce al documento che è stato inviato alla Pro Loco di Grosseto. Un documento che contiene una proposta che altro non è se non il riconoscimento del lavoro fatto da quattro dipendenti della Mabro negli anni duri del concordato e della crisi aziendale. Il massimo riconoscimento della città, quindi, potrebbe essere consegnato a Francesca Ferrari, Maurizio Giuliarini, Manola Mengozzi e Nadia Perino che non si sono mai rassegnati alla chiusura dell’azienda e che per anni si sono battuti per mantenere in vita la speranza di ripresa dell’attività.

I cancelli della fabbrica non si sono ancora aperti. Ma se il commissario ministeriale Paolo Coscione è riuscito a individuare una cordata di imprenditori pronti a investire nell’attività è stato grazie a quello che i quattro lavoratori hanno fatto: la richiesta dello stato d’insolvenza della società Abbigliamento Grosseto al tribunale che ha portato all’apertura della procedura di Prodi bis.

«La sentenza favorevole del tribunale ha permesso di evitare il definitivo fallimento e iniziare una procedura che si sta concludendo positivamente proprio in questi giorni - si legge nella lettera inviata alla Pro loco - Oggi nessuno può negare che solo le lotte sostenute dalle maestranze e poi la determinante presentazione del ricorso al tribunale hanno impedito il definitivo fallimento e la perdita certa di un’attività che è stata a lungo un’eccellenza del nostro territorio».

Ferrari, Giuliarini, Mengozzi e Perino si sono battuti contro tutti e contro tutto sostenute da buona parte dei dipendenti della fabbrica che hanno appoggiato questo lungo e difficile cammino.

Il 26 giugno, al ministero dello Sviluppo economico, è stata convocata una riunione, richiesta dai lavoratori, per capire a che punto sia la trattativa con la cordata di imprenditori che si è detta disponibile a rilevare la Mabro. Un incontro necessario per chiarire alcuni punti, il primo fra i quali la scadenza della cassa integrazione il 30 giugno.

Ma se ancora oggi non c’è la tanto agognata firma sul contratto di cessione della società, a Grosseto, c’è chi pensa a premiare il lavoro fatto dai quattro dipendenti della fabbrica di abbigliamento. «La ricchezza della nostra provincia - si legge ancora nella proposta di candidatura - non è data solo dalla bellezza ambientale ma anche da una qualità della vita che si può raggiungere se vi è la buona occupazione e la conservazione di un’attività di qualità con oltre 200 posti di lavoro: presupposto fondamentale per un concreto sviluppo futuro della nostra comunità».

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