Il Tirreno

Grosseto

Catturato un canide vicino a Scansano Ora le analisi sul dna

di Fiora Bonelli
Catturato un canide vicino a Scansano Ora le analisi sul dna

Trasferito al Crasm di Semproniano, è un ibrido femmina ma solo gli esiti di laboratorio ne stabiliranno la natura

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SEMPRONIANO. Catturato a Scansano, in località Le Ragnaie, al confine col comune di Manciano, un predatore, lupo o ibrido ancora non si sa, anche se pare abbia più le caratteristiche di un ibrido. Manto rossiccio e a tratti grigiastro, zampe rossastre, orecchie lunghe, pesa 25-30 chili. Così lo descrive chi lo ha visto chiuso in una gabbia, dopo che era stato preso, verso le 5 di ieri mattina, al laccio nello Scansanese nell’ambito delle catture previste da un progetto della Regione Toscana fatto con il Cirsemaf, per poi essere trasportato al Crasm, Centro di recupero animali selvatici diretto da Marco Aloisi, a Semproniano dove si trovano già molti esemplari di ibridi e di lupi.

«È una femmina – conferma Aloisi – che sarà sterilizzata e potrebbe avere in seguito una funzione didattica, per far vedere dal vivo le caratteristiche dell’ibridazione. Ha un aspetto che potrebbe essere a prima vista quello di un lupo, ma con particolarità che lo rimandano a un animale ibridato, come, ad esempio, l’unghia bianca».

Nella primissima mattina di ieri i telefoni cellulari degli addetti alle catture hanno suonato, segno che un laccio era scattato e la calamita aveva attivato l’sms. Tutti si sono precipitati. Al laccio delle Ragnaie è arrivato prima lo staff del professor Marco Apollonio e poi Aloisi che con un camion, dopo che l’animale era stato sedato e messo in una gabbia, lo ha trasferito al centro dove è stato sistemato nell’area degli ibridi, ma per adesso separato da essi.

Il gruppo dei catturatori è quello dei sette specialisti guidati da Apollonio, docente zoologo all’università di Sassari che tira le fila del progetto di cattura, predisposto dalla Regione Toscana e partito nel 2014. Il progetto prevede la disposizione di fototrappole nelle zone ritenute con più predatori, e la collocazione di lacci nei punti marcati, con la collaborazione di alcuni allevatori di Saturnia, Murci, Pomonte e Poggioferro, che hanno messo le loro conoscenze a disposizione degli scienziati.

L’animale sembra essere di una famiglia di ibridi individuati dalle fototrappole collocate a Murci che li hanno ripresi durante il loro girovagare. Virgilio Manini, allevatore di Saturnia, uno di quelli che ha seguito e segue il gruppo di Apollonio, guidato localmente da Federico Morimando, commenta: «Ringraziamo, come allevatori, i ragazzi che hanno contribuito a questa cattura, che non risolve certo la situazione delle predazioni, ma che dimostra che di ibridi o i lupi ce n’è in quantità e io in particolare non sono un visionario. Si diceva, da parte di alcuni, che a predare erano cani. Io li ho sempre smentiti. Ecco dimostrato che è così come dicevamo noi allevatori. Deve essere un monito per i politici: si mettano una mano sulla coscienza e offrano il sostegno che manca agli allevatori».

Nonostante le difficoltà, c’è voglia di andare avanti. «Io oggi (ieri) ero a Rai 1 alla “Vita in diretta” per valorizzare il nostro agnello Igp – dice Manini –. Insomma, ci manca il sostegno dei politici, non la voglia di andare avanti». E a proposito dell’ibrido catturato «è stato preso rispettando tutti i percorsi previsti dal protocollo e prelevato senza alcuna sofferenza. Noi allevatori vigileremo affinché, se le analisi dimostreranno che è un ibrido, resti lì al Crasm e a nessuno venga in mente di rimetterlo in libertà».

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