Sicurezza
Una circonvallazione per evitare il passaggio dentro il capoluogo
Le risposte di Antonfrancesco Vivarelli Colonna ai comitati Indagini scientifiche sui terreni davanti alle Strillaie
GROSSETO. Dopo le risposte del candidato Lorenzo Mascagni, poste dagli ambientalisti, sono arrivate anche quelle di Antonfrancesco Vivarelli Colonna.
In quanti mesi Lei pensa di estendere a tutta la città di Grosseto la raccolta differenziata porta a porta?
«Sono lontani i fasti in cui Grosseto, sotto la guida del centrodestra, era terza in Italia per raccolta differenziata. Adesso siamo gravemente carenti. È per questo che il nostro impegno sarà quello di riportare prima possibile alle percentuali di raccolta differenziata che la legge impone e già così potremmo ottenere un primo abbattimento delle tariffe. Inoltre, tra le nostre prime azioni, sarà quella di intercettare i maggiori centri di raccolta come le mense e le grandi distribuzioni. Infine, punteremo sulla qualità ed il valore del rifiuto differenziato».
È d’accordo sulla messa in sicurezza dell’Aurelia a sud di Grosseto in alternativa alla trasformazione in autostrada?
«Per quello che compete all’amministrazione siamo favorevoli alla messa in sicurezza del corridoio tirrenico, evitando di introdurre il pagamento del pedaggio. In ogni caso, nel nostro programma, per evitare l’aumento dell’inquinamento, abbiamo ipotizzato la realizzazione di una circonvallazione esterna che elimini l’attraversamento della città».
Quali azioni realizzerà nei prossimi mesi per garantire la salute ai residenti e la richiesta di continuità economica degli operatori turistici, che hanno investito nella fascia costiera?
«La costa è senza dubbio uno dei tesori su cui è necessario investire risorse e talenti. Lo faremo realizzando parcheggi scambiatori antistanti la pineta e un’unica pista ciclabile fronte costa. Per quel che riguarda la zona delle Strillaie, le operazione di monitoraggio sono in corso da anni: il territorio intorno all’impianto è monitorato e l’arsenico non proviene dalla discarica. La prima azione da fare sarà quella di mettere in campo analisi più approfondite sui terreni. Anche i dati Arpat hanno escluso che i cattivi odori provengano da lì. Sul fosso Beveraggio, infine, è necessario passare dalle parole ai fatti e chiamare in causa il soggetto inquinante».
Quali iniziative di controllo realizzerà per tutelare la salute dei cittadini, nonché le produzioni agroalimentari di qualità e il patrimonio arboreo?
«È necessario puntare sulla qualità, sulla filiera corta, sull’eccellenza dei prodotti enogastronomici e favorire la nascita di consorzi che diano reale sostegno e promozione alle nostre qualità. Riguardo al patrimonio arboreo, inizieremo con il vendere il campeggio di proprietà comunale: investiremo i proventi così ottenuti nel prenderci cura della pineta. Istituiremo il soggetto giuridico più idoneo alla gestione e alla valorizzazione dell'immenso patrimonio arboreo, un soggetto capace anche di intercettare finanziamenti necessari. La pineta va curata, anche in considerazione dei danni subiti dal Matsucoccus: un obbligo di legge prevede il reimpianto degli esemplari abbattuti. Sulle biomasse, che possono essere realizzate solo in campagna, riteniamo che esse siano una risorsa per l’agricoltura: l’abbattimento dei pini però segue un percorso diverso da quello dell’acquisizione di legna per gli impianti».
Quali interventi assumerà per eliminare, nel breve periodo, i rischi di esondazione del fiume Ombrone?
«L’Ombrone è uno. Considerare il fiume Ombrone come solo grossetano o solo senese, oltre ad essere un errore concettuale, è anche strategico: dovremo concordare con la Regione una serie di interventi sull’intero tratto e daremo incarico alle Università una mappatura completa delle biodiversità presenti».
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