Il Tirreno

Grosseto

Meetup e M5s spaccati sugli abbattimenti dei lupi

di Fiora Bonelli
Meetup e M5s spaccati sugli abbattimenti dei lupi

La formazione mancianese, che non è riconosciuta dal Movimento, vuole eliminare i predatori. I parlamentari pentastellati prendono le distanze

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MANCIANO. Lupi: un caso a cinque stelle. Il meetup Manciano 5 stelle prende una durissima posizione sulle predazioni, ipotizzando, ove necessario, l’abbattimento degli ibridi e il trasferimento dei lupi in purezza in luoghi consoni. La notizia è di qualche giorno fa. Ieri però Paolo Bernini, portavoce parlamentare M5s, specifica che «a Manciano non c’è alcun Movimento 5 stelle dato che nessuno è autorizzato a usare nome e logo. Inoltre il M5s è contro l’abbattimento dei lupi. Alla Camera, in occasione del voto per il collegato agricolo, è stato approvato un ordine del giorno del M5s con il quale si impegna il governo a monitorare la popolazione del lupo, applicare il piano quinquennale d’azione per la conservazione della specie e vietare ogni azione volta all’abbattimento».

Una spaccatura bella e buona, insomma, fra la linea del movimento nazionale e quella locale del meetup 5 stelle mancianese. «Noi non siamo certificati», osserva Stefano Nelli del meetup mancianese, autore del documento a favore degli abbattimenti – e quindi parliamo come meetup locale e non certo a nome del Movimento 5 stesse.

Il problema delicatissimo e coinvolge in modo particolare il comune di Manciano, col resto della Maremma e dell’Amiata. Una mattanza divenuta quotidiana e i numeri che fornisce il meetup Manciano 5 stelle parlano chiaro. «Il Comune di Manciano ha pagato, solo nel 2015, un decremento di latte conferito dai soci del caseificio superiore al 30 per cento, stimato in circa un milione di litri perduti, e la perdita di 12 unità lavorative. Negli ultimi tre anni hanno chiuso circa 50 aziende».

Nel suo articolato e rigoroso documento, Nelli, per conto del meetup 5 stelle, forniva un quadro dettagliato e commenti a margine delle iniziative e dei progetti regionali.

«La Regione ha stanziato 10 milioni di euro complessivi per progetti cofinanziati dall’Europa, quali tra gli altri Medwolf e Ibridwolf – dice –. Di questi sono beneficiari, oltre alla provincia di Grosseto, il Wwf e varie associazioni, tra le quali anche associazioni di categoria. Scopo: verificare la compatibilit" tra presenza dei predatori e le attività antropiche. Nella pratica sono stati spesi, anzi sperperati, milioni di euro pubblici per verificare che lupi e ibridi sbranano le pecore, ma anche capre, cani, cavali e bovini. Noi siamo dell’avviso che le ricerche siano servite solo a chi le ha fatte, mentre nessuno si è davvero occupato dei problema, la cui gestione è stata affidata a soggetti ai quali poco o nulla interessano l’ambiente e il benessere dei cittadini, una lobby di pseudoambientalisti molto preoccupati al contrario di raccogliere facili consensi e denaro pubblico».

Queste, lo ribadiscono oggi sia quelli del meetup sia i parlamentari del M5s, sono comunque opinioni del solo meetup 5 stelle di Manciano.

Da Manciano si giudica, infatti, «perfettamente legittima un’opera di cattura e, ove indispensabile, di eliminazione degli ibridi (che non sono fauna selvatica) attuabile immediatamente. Il controllo del numero dei lupi in purezza (che probabilmente a questo punto sono una piccola minoranza) potrebbe avvenire mediante la cattura e il ricovero in centri autorizzati». Ed è su questa precisa posizione (messa in campo da veri addetti ai lavori e non da studi fatti a tavolino), che si sta consumando una profonda divergenza. «Noi andiamo avanti per la nostra strada. Non ci arrendiamo: vogliamo salvaguardare gli allevamenti», dice Stefano Nelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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