Il dolore
Tombini chiusi o aperti: è polemica
Su Facebook foto di grate ostruite, ma l’assessore respinge le accuse
GROSSETO. A cinque giorni dal rovinoso nubifragio che ha sommerso Grosseto, giovedì scorso, non si placano le polemiche sullo stato dei tombini che raccolgono l’acqua piovana. Sebbene la pioggia sia stata davvero eccezionale – sono caduti 80 millimetri in un’ora, tanti quanti ne cadono a maggio e settembre insieme – per alcuni gli allagamenti sono stati aggravati dallo stato di alcuni tombini ostruiti e quindi incapaci di ricevere acqua.
Su Facebook circolano immagini di grate ostruite da terra e sporcizia, corredati da accuse verso il Comune. Lamentele che all’indomani della megagradinata si sono sollevate anche in zona Regioni, una delle più colpite della città.
Accuse respinte nei giorni scorsi dall’assessore alla manutenzione, Giuseppe Monaci, che torna oggi a difendere il lavoro degli operai comunali.
«Quest’inverno il Comune ha stappato 240 tombini – spiega Monaci – ed è assolutamente falso e delinquenziale affermare che gli allagamenti sono conseguenza dei tombini tappati. Lo posso dire senza timore di smentita e lo dimostro facendo notare che l’acqua è defluita da sola in poche ore. Se i tombini fossero stati chiusi c’avrebbe messo giorni». Quanto alle foto che circolano, «se ci sono cinque tombini chiusi su 500 non significa niente. Altri, invece, si sono ostruiti durante il nubifragio: è evidente che quando piove forte si riempiono di erba e foglie». (f.f.)
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