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Strillaie, interrogazione sulla bonifica

GROSSETO. L’inquinamento della falda acquifera nella zona delle Strillaie, tra Marina di Grosseto e Grosseto, e gli anni di ritardo nella realizzazione della bonifica, ancora agli inizi, finiscono in...

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GROSSETO. L’inquinamento della falda acquifera nella zona delle Strillaie, tra Marina di Grosseto e Grosseto, e gli anni di ritardo nella realizzazione della bonifica, ancora agli inizi, finiscono in parlamento.

Il deputato del M5s Alberto Zolezzi è il primo firmatario, insieme ai colleghi Patrizia Terzoni, Mirko Busto, Massimo Felice De Rosa, Federica Daga, Stefano Vignaroli, Salvatore Micillo e Claudia Mannino, di una interrogazione a risposta scritta al ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, per fare luce sulla vicenda.

I fatti sono noti. Nel 2001, sotto l’amministrazione di Alessandro Antichi, l’Asl ordina al Comune di bonificare la zona della discarica, attiva sin dagli anni Sessanta e grande diverse decine di ettari. A metà anni Duemila viene realizzata solo la bonifica di un ettaro e mezzo, una goccia nel mare di quei terreni. Il problema persiste: quando piove l’acqua attraversa le montagne di vecchi rifiuti che rilasciano percolato, il quale finisce in falda e nel canale San Rocco, che è proprio lì accanto. Nel 2008, sotto la prima amministrazione di Emilio Bonifazi, la conferenza dei servizi delibera di sollecitare al Comune di Grosseto l’attivazione immediata delle misure di messa in sicurezza d’emergenza della falda e delle acque superficiali». Non giova, l’anno dopo, l’attivazione dell’impianto di produzione di combustibile da rifiuti (cdr), avviato lì accanto. Come riporta anche l’interrogazione, uno studio del dottor Andrea Borgia ritiene che l’emungimento di acqua potrebbe aggravare l’inquinamento.

La zona è oggi monitorata e le ultime analisi hanno evidenziato valori di arsenico superiori alla norma nelle aree limitrofe, mentre ancora si attende dalla Regione il via libera al progetto di bonifica.

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