Sicurezza
Gori smentisce “accordicchi” «È il Pd che ce li ha proposti»
Il leader M5s attacca il centrosinistra e assicura: «Da noi niente indicazioni di voto» Vivarelli Colonna ribadisce la sua stima, Simiani duro: «L’ex candidato dice falsità»
GROSSETO. Lo ha definito «un accordo di potere alle spalle dei cittadini» e un’espressione peggiore non poteva arrivare alle orecchie dei grillini. «Lorenzo Mascagni piega la realtà a proprio tornaconto come nel vecchio stile della peggiore partitica» tuona Giacomo Gori, candidato del Movimento 5 Stelle al primo turno. «Se c’è qualcuno che nel post urne ha cercato il Movimento per “accordicchi” e inciuci questo è il centrosinistra: un corteggiamento spudorato, specie alla luce del modo di governare che ha avuto il Pd in questi anni» continua Gori, rispondendo alle accuse mosse dal candidato dopo l’uscita del suo rivale di centrodestra, Antofrancesco Vivarelli Colonna, che sabato ha offerto un ruolo nelle commissioni ai 5 Stelle in caso di vittoria.
Anche il candidato del centrodestra risponde a Mascagni: «Siamo autosufficienti: il nostro è un riconoscimento democratico verso un movimento politico competente».
Certo è che l’offerta fatta da Vivarelli Colonna, pronto a garantire a quelli che saranno i consiglieri 5 Stelle non solo deleghe di rappresentanza nell’Ato rifiuti, nell’autorità idrica e nel consorzio di bonifica, ma anche la presidenza della commissione d’indagine sull’area Peep Pizzetti, ha fatto molto discutere la politica grossetana. E proprio per questo Gori vuole spazzare ogni dubbio sulla posizione del Movimento: «Ho preso atto delle parole di Vivarelli Colonna» e «ho preso atto dei contenuti reali», senza però dare alcuna indicazione di voto. «Il 5 stelle ha confermato che il voto degli 8.400 cittadini che hanno scelto Gori appartiene a ogni singola persona che ha, dunque, piena libertà di determinazione», dice l’ex candidato sindaco.
Ribadita la piena libertà di coscienza in vista del ballottaggio, quello che preme a Gori è rispondere a Mascagni, invitandolo a prendere posizione come ha fatto il suo rivale sui temi cari al meetup grossetano, dalla contrarietà all’autostrada Tirrenica al sistema dei rifiuti passando per acqua pubblica al consorzio di bonifica. «Mascagni assicuri inoltre, così come ha fatto Vivarelli Colonna, che tutti questi ambiti saranno gestiti e monitorati dal Movimento con propri delegati», conclude Gori. «Ma sappia che, così come avvenuto con Vivarelli, non faremo accordi: prenderemo atto. Tra i discorsi da bar da un lato e la certezza di avere esponenti del M5s in ambiti chiave a tutela dei cittadini c’è una differenza sostanziale: la garanzia che tutto ciò verrà fatto e non sono solo promesse».
«La nostra è stata e resta semplicemente un’apertura reale e onesta nei confronti di una forza che ha raccolto quasi il 19% dell’elettorato grossetano», gli fa eco Vivarelli Colonna, confermando di voler «riconoscere un ruolo di controllo» ai 5 Stelle, offerto anche per «un’ampia condivisione di vedute programmatiche». «Sarebbe quantomeno paradossale lasciare presiedere una commissione di inchiesta sulle aree Peep a quel Pd che ha le responsabilità di aver creato il problema».
E il Pd? In serata Marco Simiani, segretario provinciale, interviene e picchia duro: «Massimo rispetto per una forza politica che ha preso il 18 per cento dei voti, ma per quanto ci riguarda Giacomo Gori dice cose false. La sortita di Vivarelli Colonna lo ha pizzicato con le mani nella marmelata e ora cerca di mascherare i fatti anche di fronte ai suoi elettori. I vertici del Pd, sia chiaro, mai hanno contattato Gori per accordi di qualsivoglia natura. E per quanto riguarda la richiesta a Lorenzo Mascagni di garantire ai 5 Stelle gli stessi ruoli che garantisce Vivarelli Colonna, la richiesta parla da sé: Mascagni continuerà a relazionarsi con i cittadini e non a mercanteggiare con i “capi” dei partiti. Questa sì, è la vecchia politica».
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