Sicurezza
Lo sport piange la morte di Mazzolai
GROSSETO. Se n’è andato in punta di piedi, a dispetto della sua figura benvoluta e conosciutissima in città, soprattutto fra gli sportivi maremmani e proprio in loro lascia un vuoto incolmabile....
GROSSETO. Se n’è andato in punta di piedi, a dispetto della sua figura benvoluta e conosciutissima in città, soprattutto fra gli sportivi maremmani e proprio in loro lascia un vuoto incolmabile. Luciano Mazzolai è morto ieri mattina a 68 anni, dopo una lunga ma inesorabile malattia, circondato dagli affetti dei familiari, della moglie Claudia e delle figlie Guendalina e Caterina. La città è incredula, addirittura molti fra gli amici non sapevano niente delle condizioni di Luciano che era un amico di tutti, da una vita di chi vi scrive e della sua famiglia ma soprattutto un grande tifoso del Grosseto, oltre che del Milan. Proprio in virtù del legame ai colori rossoneri e soprattutto a quelli biancorossi non mancava mai di dire la sua dopo ogni incontro calcistico e magari, perché no, non mancava di esprimere qualche critica sempre in toni pacati e molto competenti, sia nelle trasmissioni sportive locali a cui spesso veniva invitato, che seduto di fronte al suo negozio di calzature ed accessori che si trova in via Cimarosa. La famiglia di Luciano, originaria di Montepulciano (Siena), era conosciuta per aver portato avanti per tanti anni l’attività professionale prima nella centralissima via Cavour e poi nell’attuale struttura commerciale, dapprima ingrosso e poi dettaglio, ereditata dal figlio che nonostante la laurea in Scienze politiche aveva deciso di portare avanti il lavoro dei suoi genitori, Otello e Maria.
La disciplina sportiva principale era stata la pallavolo, oltre agli sport praticati in epoca scolastica. Era appassionato del mondo dell’ippica e aveva anche scritto articoli di cronaca sportiva.
L’impegno nello sport, la sua passione più grande, si era manifestato prima come dirigente, a fine anni ’80, dell’Us Grosseto ai tempi dei campionati dilettantistici in una situazione complessa per la società unionista come era quella ai tempi della presidenza Amarugi e, per un lungo periodo, consigliere e poi presidente della sezione provinciale Unione nazionale veterani sportivi “Umberto Ciabatti” (nel periodo compreso tra il 2001 e il 2005, cioè dalla scomparsa di Giovan Battista Sgherri, nel difficile compito di tenere unita la sezione) nonché socio e dirigente del Panathlon Club Grosseto.
Ma Luciano aveva anche altro: l’amore per la moglie Claudia, insegnante di inglese in pensione e per le figlie Guendalina e Caterina, professioniste entrambe per lavoro all’estero (anche se la prima si era recentemente trasferita a Roma per stare vicino al padre) e proprio quest’ultima, due anni fa, gli aveva dato un nipotino, Sean Giacomo, per il quale stravedeva.
La salma è stata composta nella residenza sanitaria di Casale di Pari dove rimarrà fino al momento del funerale, fissato per domani alla chiesa dell’Addolorata, a Grosseto, alle 16. Alla famiglia le condoglianze della nostra redazione.
Stefano Fabbroni
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