Il Tirreno

Grosseto

Consigli, panini e sorrisi contagiosi: l’addio a Mary

di Francesca Gori
Consigli, panini e sorrisi contagiosi: l’addio a Mary

Era la proprietaria del Mobilino e aveva aperto il Baltazar: generazioni di grossetani sfamati di notte nel suo locale

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GROSSETO. «Zia Mary, ma secondo te cosa dovrei fare?». Mary non era zia di tutte quelle ragazzine che la notte si fermavano al suo locale a chiederle consigli. Amori finiti, cuori di adolescenti infranti, problemi con i genitori: al di là del bancone del Mobilino, Mary ascoltava, sorrideva e rispondeva. «Mi piacerebbe avere una mamma come te», quasi sempre la frase finale di queste chiacchierate notturne nel primo bar che ha cominciato a vendere panini a Grosseto, anche la notte.

Era il 1975 quando Maria Perrucci insieme al marito Andrea Zanfi aprirono il Mobilino, in via Aurelia nord, quando ancora la statale passava dalla città e il sottopasso di Barbanella non esisteva. Quando esisteva ancora la Mobil come distributore di carburante.

Comincia così la strepitosa avventura di Mary, che due giorni fa, a soli 60 anni, ha lasciato un vuoto incolmabile in città soprattutto in quel mondo della notte fatto di ragazzi che arrivavano al Mobilino affamati, dopo aver passato ore in discoteca, o che si fermavano solo per prendere un caffè dopo aver mangiato un bombolone al forno che però non poteva dar loro da bere. Il Mobilino è stato ed è tuttora un simbolo per Grosseto, come lo è stata Mery. Ha lottato come un leone contro la malattia, ma non ce l’ha fatta. Sabato la notizia della scomparsa di Mery ha cominciato a rimbalzare da un profilo facebook all’altro: la sessantenne è morta venerdì all’ospedale di Pisa dove era stata ricoverata. I funerali si svolgeranno, in forma privata, mercoledì a Follonica.

Maria Perrucci, dopo aver aperto con Andrea Zanfi la prima paninoteca di Grosseto, quel Mobilino che qualche anno fa si è spostato dalla sua sede storica a via Papa Giovanni XXIII dov’è tuttora aperto, sempre insieme al marito era stata una delle pioniere delle notti grossetane. Era il 1985 quando insieme decisero di avventurarsi in un’altra impresa e in centro, a due passi da Porta Corsica, aprirono il Baltazàr cafè. Un posto magico per la città, un luogo dove per la prima volta veniva organizzate serate di pianobar e di teatro. Dove la notte si colorava di note e parole, di musica e arte.

Poi, dopo la separazione, Maria tornò a gestire da sola il Mobilino. E diventò la signora indiscussa di quelle notti passate dietro al bancone a preparare panini. Una seconda mamma per i più giovani, quelli che si fermavano lì dopo essere stati in discoteca. Un punto di riferimento per chi invece l’aveva conosciuta da ragazza e la sera, di rientro da un viaggio di lavoro o da una cena, aveva ancora voglia di fare due chiacchiere e guardare quel suo sorriso che contagiava tutti.

«Mary era così - dice Zanfi - aveva un sorriso contagioso e soprattutto affrontava con grande forza e ironia anche le sfide più difficili che la vita gli metteva di fronte. La sua allegria e la sua intelligenza l’hanno resa speciale agli occhi di tutte le persone che l’hanno conosciuta». Le parole dell’ex marito, padre della figlia della coppia Coralba, che ha 42 anni, sono il segno della bellezza di Mary.

Quattro anni fa la donna ha venduto la sua attività. Viveva a Follonica da un po’ ma a Grosseto nessuno si è dimenticato di lei e dei suoi panini. «Rendeva speciale qualunque cosa preparasse - ricorda Ady Franchi - e anche se i ragazzi sceglievano ingredienti che non sarebbero stati insieme in alcun modo, lei riusciva a renderli speciali. Aveva il dono di saper ascoltare e di riservare a tutti una bella parola. Se arrivavi al Mobilino arrabbiato riuscivi comunque a tornare a casa e andare a letto con il sorriso».

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