Il Tirreno

Grosseto

Stato di emergenza Richiesta inviata

di Francesca Ferri
Stato di emergenza Richiesta inviata

Oltre 130 persone evacuate, circa 2.500 black out, decine di edifici danneggiati Questi i numeri del disastro con cui Bonifazi chiede l’aiuto di Regione e governo

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GROSSETO. Cento persone evacuate dai vigili del fuoco nella zona di via Genova, delle quali venti bambini e una dozzina rimaste isolate nella scuola di via Sicilia. Trenta ragazzi evacuati da un locale pubblico. Sei persone rimaste intrappolate nelle loro auto ferme nell’acqua alta. Tutti i sottopassi ferroviari allagati. E, ancora: centosessanta interventi dei vigili del fuoco, black out elettrici per 2.500 utenze.

Con questi numeri Emilio Bonifazi, nelle sue vesti di presidente della Provincia di Grosseto, ha chiesto ufficialmente ieri alla Regione Toscana il riconoscimento dello stato di emergenza regionale per Grosseto e per il comune di Civitella Paganico a seguito dell’eccezionale nubifragio che ha colpito la città e alcune strade del vicino comune giovedì scorso.

Il sindaco lo aveva già annunciato due giorni fa, all’indomani del diluvio, quando il capoluogo si era risvegliato sott’acqua. Il presidente della Regione Enrico Rossi era venuto in Maremma per sincerarsi di persona delle condizioni della città e per assicurare l’aiuto della Regione.

La richiesta a Firenze, insomma, è più che tutto una formalità. La richiesta, infatti, verrà girata dalla giunta regionale al governo (tramite delibera di giunta che verrà approvata a stretto giro), che decreterà lo stato d’emergenza.

«Abbiamo già fatto partire la richiesta per accelerare i tempi – spiega Bonifazi – e stiamo ultimando l’elenco dei danni che, non appena pronto, invieremo come integrazione della richiesta».

Il riconoscimento dello stato d’emergenza, spiega ancora il presidente della Provincia, ha un percorso più veloce rispetto al riconoscimento di calamità naturale, ma consente ugualmente di ottenere risarcimenti.

Intanto gli effetti più visibili della pioggia e della grandinata senza precedenti di giovedì – in un’ora sono caduti 80 millimetri d’acqua, tanti quanti ne cadono di norma nei mesi di maggio e settembre messi insieme – sono già stati comunicati alla Regione.

Il report di Bonifazi, che giovedì ha seguito gli sviluppi del maltempo anche in qualità di sindaco di Grosseto, elenca scuole e uffici allagati, danni e strade intasate da fogliame, detriti e fango.

In particolare, le scuole colpite sono state il liceo linguistico Rosmini nella sua sede di via Porciatti (scantinati e locale ascensore allagati); l’istituto professionale in piazza De Maria e il liceo artistico in via Pian d’Alma (scantinati e laboratori allagati); l’istituto commerciale di via Sicilia (scantinati allagati e infiltrazione dalla copertura); l’istituto tecnico industriale in via Brigate Partigiane (locale centrale termica allagato) e l’istituto geometri di via dei Barberi (palestra allagata). Infiltrazioni si sono registrate anche in 10 scuole comunali.

Tra gli uffici comunali la pioggia ha colpito l’anagrafe, l’archivio di piazza La Marmora e la sede della Municipale in via Zanardelli (vano ascensore allagato). Acqua anche nella biblioteca Chelliana in via Bulgaria e, sempre rimanendo in zona, si è verificato uno smottamento in via Monte Rosa.

In centro storico ha ceduto un muro di contenimento nella parte interna delle Mura a porta Corsica, mentre un altro muro in via Saffi è rimasto danneggiato. Il Comune ha già stanziato dei soldi per la somma urgenza.

Nella richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza la Provincia annota anche i tanti danni subiti dai privati, abitanti e commercianti, che hanno avuto scantinati, garage e fondi a livello della strada inondati dall’acqua. Una stima complessiva dei danni ancora non c’è ma è tantissima la merce finita a mollo e ingenti i danni agli apparecchi elettronici e ai locali in genere. Il Comune ha attivato otto idrovore, messe a disposizione dei cittadini per svuotare garage e scantinati finiti sott’acqua. Hanno dato una mano anche dieci volontari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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