Attenzione
«Eppure per quei pozzi abbiamo pagato i canoni»
GROSSETO. Non è andata affatto giù ai residenti della zona di via Svizzera/via Cipro la questione del pozzo per irrigazione fuori servizio che potrebbe non essere ripristinato. Una ventina di...
GROSSETO. Non è andata affatto giù ai residenti della zona di via Svizzera/via Cipro la questione del pozzo per irrigazione fuori servizio che potrebbe non essere ripristinato.
Una ventina di residenti, letto quanto apparso su queste pagine qualche giorno fa, ha preso carta e penna e ha scritto al Comune di Grosseto, contestando l’abbandono al quale l’amministrazione vorrebbe condannare i giardini privati, privi dell’irrigazione fino a ieri assicurata.
I residenti ricordano che «a partire dagli anni 1988-19990, periodo in cui fu urbanizzata la zona di via Cipro, fu deciso di allacciare tutti i condomini con l’acqua del pozzo comunale, rinunciando a più pozzi privati già previsti nei progetti esecutivi dei singoli fabbricati. Il Comune e i vari costruttori costruirono tubazioni e collegamenti, i vari condomini come previsto dalle norme dell’epoca fecero richiesta in carta legale per l’allacciamento al pozzo comunale e il Comune rilasciò la debita autorizzazione scritta per l’uso. Successivamente questi allacciamenti furono messi a ruolo e il condominio ha pagato un “canone pozzi comunali” a partire dalla messa in funzione. Nelle licenze di costruzione dei fabbricati vi era l’obbligo di lasciare parte del terreno a verde privato, così come avvenuto». I firmatari ricordano anche che n el 2013 l’assessore Monaci e il suo ufficio dichiararono che «l’acqua dei pozzi si paga» e che fu chiesto ai privati di dichiarare le superfici di verde di loro pertinenza per poter addebitare i canoni previsti».
Per tutti questi motivi, concludono, «il Comune non può abbandonare così una parte dei suoi abitanti e contribuenti che in questi anni hanno cercato di mantenere un decoro urbano accettabile. Non è accettabile che nello stesso Comune sorgano zone con servizi erogati in modo diverso».
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