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Microcredito e contributi per danni da oltre un milione

Microcredito e contributi per danni da oltre un milione

La Regione Toscana pronta a chiedere a Roma lo stato di calamità naturale Ma Rossi predica prudenza: «Occorrono verifiche sulla possibilità di attivazione»

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GROSSETO. Da una primissima stima, parliamo di un milione di euro di danni.

Sono due le strade per cercare di recuperare, almeno in parte, i soldi necessari per cancellare i segni del nubifragio. Il primo è quello legato allo stato di calamità naturale, per cui molto probabilmente già oggi la Regione Toscana invierà la richiesta al governo. Il secondo, invece, riguarda un pacchetto messo a disposizione dalla Regione stessa che a sua volta si divide in due aspetti: un microcredito a disposizione delle attività commerciali danneggiate e un contributo per le famiglie che ora si ritrovano con le spese per rimettere in sesto casa.

«Sempre se ci sono i requisiti e la possibilità di poter attivare questi sostegni» dice il presidente Enrico Rossi, che forte di una certa esperienza in materia di alluvioni e allagamenti non vuole fomentare false speranze. «Il nostro consiglio - continua - è quello di fotografare tutti i danni e conservare le fatture per le riparazioni: da parte nostra c’è la massima disponibilità a dare un aiuto». Il primo passo è già stato fatto e porta la firma del sindaco Emilio Bonifazi. È la richiesta dello stato di calamità naturale che, se alla fine dell’iter verrà accolta dal governo, consentirà di risarcire in parte le spese per i danni.

Il percorso però richiede tempo e precisione: la richiesta del Comune è partita ieri alla volta di Firenze e Rossi ha assicurato che in tempi rapidissimi riunirà la giunta regionale per approvare la richiesta e girarla a Roma, dove - se tutto andrà nel verso giusto per i grossetani - l’esecutivo la farà propria, la porterà al vaglio del Parlamento e infine alla Protezione civile nazionale per l’attestazione. Tempo appunto, ma anche precisione. «Non appena approveremo la richiesta per lo stato di calamità inizieremo la ricognizione dei danni a proprietà private e pubbliche - spiega Rossi - Una fase che dovrebbe chiudersi nel giro di una settimana».

A questo punto però interviene Gabriella Orlando di Ascom, chiedendo che possano essere le associazioni a verificare, assumendosene le responsabilità, la stima oggettiva dei danni. «Se capiremo che a Roma intendono accettare la richiesta di stato di calamità, le associazioni posso fare le domande individuali», dice il direttore. Questa è la strada che porta a Roma. Ma già da Firenze intanto possono arrivare degli aiuti. Il governatore l’ha chiamata «la cassetta degli attrezzi della Regione» e comprende i due sistemi sopra indicati. Un microcredito a disposizione delle aziende fino a 25mila euro, restituibile in sette anni (a partire dal prossimo) a interessi zero. «Un modo per far fronte alla mancanza di liquidità necessaria per ripartire, dato che oggi come oggi non è semplice ottenere l’accesso al credito dalle banche» dice Rossi. Poi c’è quel contributo alle famiglie, racchiuso in una soglia di reddito, che verrà attivato solo sei nuclei coinvolti sono abbastanza numerosi da richiedere l’intervento diretto della Regione.

Ma nell’incontro di ieri, oltre che col sindaco Emilio Bonifazi, Rossi ha parlato anche con la Camera di Commercio e le associazioni. «Convocheremo un’assemblea già la prossima settimana - assicura il presidente Riccardo Breda - Molti attività artigianali erano già chiuse quando si sono allagate e non è ancora possibile fare una stima dei danni».

Gloria Faragli di Confesercenti invece pone l'attenzione sulla merce rovinata nei negozi: «Rappresenta l'80 per cento dei danni, serve un indennizzo» dice a Rossi, il quale però spiega che la normativa nazionale prevede un massimo di risarcimento del 25% dei danni.

Alfredo Faetti

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