Il Tirreno

Grosseto

Bimba muore in culla a 8 mesi la mamma indagata per omicidio

di Francesca Gori
Bimba muore in culla a 8 mesi la mamma indagata per omicidio

I carabinieri stanno ascoltando tutte le amiche di Jesica Pierre, la madre ventottenne di Elizabet La donna è a piede libero: sequestrato il cellulare. Le prime risposte arriveranno tra due settimane

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GROSSETO. Elizabet è morta che aveva solo otto mesi. Ma per sapere cosa, o chi, abbia ucciso la bambina ci sarà da aspettare almeno una quindicina di giorni, quando l’equipe medico legale guidata dal professor Vittorio Fineschi scioglierà i primi dubbi. Elizabet potrebbe aver avuto una malformazione, potrebbe essere stata uccisa da un malore. O potrebbe essere morta perché qualcuno l’ha uccisa. Un’ipotesi questa che è stata formulata dalla Procura che sta coordinando il lavoro dei carabinieri: Jesica Pierre, 28 anni, è indagata per omicidio volontario anche se sul corpo della bambina non è stato trovato alcun segno di violenza.

Ci sarebbero però delle incongruenze nel racconto della donna di origini dominicane. Ex ballerina di night club, Jesica aveva smesso di lavorare nei locali dopo essere rimasta incinta. Una volta nata la piccola Elizabet la donna aveva vissuto per un periodo in una cantina di Marina di Grosseto, dove era stata scoperta a metà maggio dai carabinieri dopo una segnalazione ricevuta da un abitante della frazione balneare. Per alimentare la cantina nella quale abitavano mamma e figlia appena nate, qualcuno avrebbe fatto un allaccio abusivo al contatore di un marinese.

La presenza di Jesica ed Elizabet a Marina era stata poi segnalata ai servizi sociali che avevano suggerito alla donna di trovare una sistemazione più adatta, in città, dove la ventottenne aveva cominciato a lavorare come badante. Ma anche quando non aveva un’occupazione stabile, le amiche della donna avrebbero raccontato ai carabinieri che Jesica ogni tanto lasciava la piccina a casa da sola. Per evitare questo, Elizabet veniva tenuta a balia da due donne di Grosseto. L’ultima settimana di vita, Elizabet l’ha trascorsa a casa di una cinquantenne e del suo compagno che si sono presi cura della piccina. «Se qualcuno ci chiedeva chi fosse - racconta la donna - dicevamo che era nostra nipote».

La crescita della bambina, stando ai risultati delle visite del pediatra del consultorio, era nei parametri anche se Jesica non fosse troppo ligia nel rispettare la quantità e la qualità di quello che dava a sua figlia. Elizabet non era denutrita e il suo stato di salute non poteva assolutamente annunciare una tragedia come quella accaduta lunedì mattina nell’appartamento di via Ximenes.

Ma perché Jesica, quando si è accorta che la piccina era morta non ha dato subito l’allarme? Perché ha aspettato 12 ore prima di chiedere a un’amica di andare nel suo appartamento e farle vedere Elizabet ormai cadavere, lavata e vestita con l’abitino nuovo?

Domande alle quali i carabinieri stanno cercando di dare delle risposte. Potrebbe essercene anche soltanto una: lo stato di choc di Jesica di fronte alla morte di sua figlia.

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.13631316:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2016/06/09/news/elizabeth-era-morta-da-12-ore-stava-mettendo-i-dentini-1.13631316]]Per avere la relazione completa dell’autopsia, il sostituto procuratore Arianna Ciavattini dovrà aspettare 90 giorni ma già tra un paio di settimane arriveranno i primi risultati. I carabinieri stanno continuando ad ascoltare tutte le persone che in un modo o nell’altro sono entrate in contatto con Jesica e con la piccola Elizabet. Tra questi anche il padre della bambina che è un maremmano.

I militari della compagnia hanno anche controllato il telefono cellulare di Jesica. Un vecchio apparecchio, al quale, lunedì mattina non ha risposto alla donna che aveva tenuto la piccola nell’ultima settimana e che sarebbe andata a riprenderla lo stesso giorno. Elizabet forse era già morta quando il telefono di sua mamma è squillato. E su quella morte, tragica, inimmaginabile, sta cercando di fare chiarezza la Procura.

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